BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CASO MARO'/ L'esperto: Italia, un grave errore trattenerli. A meno che…

Pubblicazione:

InfoPhoto  InfoPhoto

Si può pensare che dietro la decisione presa di non rimandare indietro i due marò ci fosse la paura da parte italiana che i due venissero condannati?

Sì, la mia sensazione da esterna è sempre stata questa. Erano anche girate alcune voci che ci fosse in corso una trattativa per un accordo con l'India su un eventuale rimpatrio dei marò, se fossero stati giudicati e condannati in India. Un trasferimento nel paese di cittadinanza a pena inflitta insomma, magari da scontare in Italia. Può darsi che questo accordo sia slittato e ciò abbia fatto pensare all'Italia: ne usciamo doppiamente bastonati, ci fanno il processo, ci condannano e poi li tengono anche lì a scontare la pena. 

 

Come pensa che l'Italia abbia agito in questa vicenda, a parte questo ultimo episodio? Bene o male?

Non ci siamo mai mossi bene. In primo luogo perché l'errore è stato quello di far entrare la nave in un porto indiano quindi perdendo da subito la giurisdizione. Reclamare appunto la giurisdizione come sempre fatto dall'Italia non basta una volta che ti sei consegnato da solo a loro. E poi i pescatori uccisi erano cittadini indiani, questo non bisogna mai dimenticarlo.

 

Cosa è mancato di più nelle nostre iniziative? 

E' sempre mancata una chiarezza di argomentazioni. Ad esempio il luogo esatto del reato, il discorso dell'immunità. Ma soprattutto, dopo questa nostra decisione, come facciamo a rinfacciare all'India una violazione del diritto internazionale quando l'India stessa ci ha dato la fiducia mandandoli in Italia ben due volte? E noi rispondiamo violando la loro fiducia? Quella che ne viene colpita è la nostra credibilità internazionale.

 

Cosa intende con questa frase? 

Come faremo in casi analoghi che ci premono molto, ad esempio quello di Cesare Battisti? Non saremo più credibili a fronte poi delle ben note carenze del nostro sistema carcerario che ci vengono rinfacciate da tutta Europa. Non credo che usciamo bene dalla decisione di trattenere in Italia i due marò. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
12/03/2013 - D'accordo con l'esperto e per niente con (Franco Labella)

la commentatrice Mazzola. Quando non si hanno gli elementi minimi di conoscenza delle questioni si giunge ad un commento come quello di Claudia Mazzola. Io che insegno ad un livello basico (ad adolescenti) le cose che ha spiegato con chiarezza la prof.ssa Ciampi vorrei che fosse evidenziato il messaggio profondamente diseducativo del commento. La logica con la quale si vorrebbe spiegare un gesto antigiuridico (l'aver violato un accordo) sulla base di una violazione del Diritto da parte dell'India equivale a giustificare la violazione delle norme sulla base del fatto che qualcun altro le ha violate a sua volta. Insomma è come se il ladro si sentisse autorizzato a rubare ad uno che avesse accumulato ricchezze rubando a sua volta. E pensare che è già difficile far capire ai ragazzi che esiste un reato che definisce l'esercizio arbitario delle proprie ragioni. Chissà se anche questa vicenda e l'evidente mancanza di elementi minimi di conoscenza di una opinione pubblica che giudicherà, come la Mazzola, con la "pancia" anziché riflettendo seriamente sulla irresponsabilità di una decisione che ci farà fare la figura dei soliti italiani furbi farà partire una riflessione, necessaria, sull'assurdità di aver eliminato, col riordino gelminiano, lo studio del Diritto e dell'Economia nelle scuole superiori. Ma è sperare troppo... Prof. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia

 
12/03/2013 - Scusate se è poco... (claudia mazzola)

Sono contentissima che i due Marò restano in Italia, grazie a Dio. Non è certo per questo che l'Italia perderà credibilità, salvarli è un gesto d'amore e d'onore.