BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

PAPA FRANCESCO/ Sbai: l'Islam teme Bergoglio, ecco perché

InfoPhotoInfoPhoto

Nell’area moderata e liberale, come è chiaro, un nuovo Pontefice che riesca a mettere dei paletti contro l’avanzata del radicalismo militante sarebbe un vantaggio, perché in sostanza permetterebbe alle minoranze di riprendere forza e forma e quindi di ridare eterogeneità sociale agli agglomerati politico-sociali arabi, a rischio di omogeneità spinta e quindi di atomizzazione internazionale.

Chi è Papa Francesco non lo si sa nel mondo arabo e ancora non lo si sa nemmeno qui, ma la speranza condivisa dai moderati al di qua e al di là del Mediterraneo è che la sua azione riformatrice possa coinvolgere entrambi i mondi, che qualcuno oggi vorrebbe uniti solo dall’estremismo ma che invece moltissimi arabi liberali sperano uniti dal rispetto e dalla risoluzione dei problemi veri che affliggono il quadrante sud del Mediterraneo.

Una sola parola mi corre dire per coloro che oggi, in Italia soprattutto, non vedono più la luce di un credo al quale avevano affidato la propria salvezza e per il quale spesso hanno perso la vita. Convertendosi o semplicemente avvicinandosi a quel mondo e finendo nelle mani di un radicalismo che non permette di cambiare idea. La più grande missione di Papa Francesco sarà, spero, anche quella di ridare speranza a chi crede ma non può dirlo, a chi vuole uscire alla luce del sole senza la paura di doverne pagare le conseguenze.

“Siete venuti a prendermi alla fine del mondo”, ha detto il Papa affacciandosi dal balcone dopo la sua elezione, incarnando alla perfezione la sensazione di queste donne e questi uomini, che qui e nel Maghreb la fine del mondo la stanno sperimentando con la segregazione, il silenzio e la morte.

© Riproduzione Riservata.