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Esteri

IL CASO/ Tutte le menzogne su Papa Francesco

Nemmeno il tempo di essere eletto che le malelingue si sono scatenate. Si stanno dicendo molte menzogne, afferma ARTURO ILLIA, su papa Francesco, smentite dai fatti

Cristina Fernandez de Kirchner (InfoPhoto)Cristina Fernandez de Kirchner (InfoPhoto)

Ancora non era finita la cerimonia di consacrazione di papa Francesco che già si metteva in moto la macchina del fango incentrata su due periodi: quello della genocida dittatura militare e quello dei suoi rapporti con i Kirchner. Ci ha pensato Michael Moore, il famoso regista americano, a dare inizio a queste macabre danze con una foto in cui si vede un prete dare la comunione al dittatore Argentino Videla. Potrebbe in effetti sembrare Bergoglio, non fosse che il prelato inquadrato dimostra gia un’anzianità paragonabile a quella dell’attuale Papa... in effetti il sacerdote inquadrato è Ottavio Derisi. Moore si accorge della figuraccia e smentisce con un tweet poco dopo, scusandosi per la bufala tirata.

Inoltre, ci sono un sacco di testimonianze che spuntano come funghi, ma lanciano accuse sommarie, specie sul caso dei due confratelli gesuiti che Bergoglio non protesse e furono torturati e il suo assenso ai voli della morte operati dai generali argentini. Altro particolare di non poco conto: papa Francesco venne consacrato monsignore solamente nel 1992 e quindi la sua influenza non poteva essere di grande spessore sotto la dittatura. Oltretutto, prima del 1979 era Rettore all’Università del Salvador, una delle istituzioni che non godevano certo delle simpatie del regime, tanto che non si sentiva completamente al sicuro negli anni bui dell’Argentina. È vero invece che chiese pubblicamente perdono per le connivenze della Chiesa con la dittatura, ma ebbe il coraggio di farlo: cosa che, come in molti altri casi, alcuni dei quali terminarono con l’uccisione di religiosi, non significa nulla sul suo coinvolgimento diretto.

Ma veniamo all’altro controverso punto della questione: i suoi rapporti con i presidenti Kirchner, il defunto Nestor e l’attuale Cristina. È abbastanza ovvio che, da rappresentante della Chiesa, si opponesse alle unioni gay promosse qualche tempo fa dall’attuale Presidente, ma le radici del dissidio vengono da anni di rapporti tesi, specialmente perché l’allora Monsignore aveva chiaro il gioco politico che Nestor Kirchner faceva con i diritti umani, ma anche con manovre che dal suo dicastero hanno avuto inizio e che si collegano al caso dello scandalo delle Madri di Plaza de Mayo documentato da questo giornale.

Non si contano le visite di Bergoglio e il suo aiuto alla gente povera delle Villas Miserias di Buenos Aires, il tutto fatto nel massimo riserbo senza i clamori mediatici che invece coinvolgono le operazioni puramente di facciata o di gioco politico che da anni vengono fatte dal’oligarchia kirchnerista, pronta a elargire sussidi che si riducono a scambio politico con le classi meno abbienti e sono fini a se stessi in quanto non sono collegabili a progetti di inserimento reale di questi emarginati nella società.