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Esteri

PAPA/ Reilly (Usa): Francesco stia attento alla "doppia morale" dell'islam

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In alcuni video si è visto il presidente egiziano, Mohamed Morsi, mentre dichiarava che gli ebrei sono figli di maiali e scimmie. In un altro video era ripreso mentre partecipava alla preghiera di un imam che invocava Allah affinché distruggesse tutti gli ebrei, e Morsi rispondeva unendosi alle sue invocazioni.

 

Quindi che cosa è successo?

Alla delegazione del Congresso Usa che gli ha chiesto conto di questi video, Morsi ha risposto che le sue affermazioni erano state riprese fuori dal loro contesto. Il fatto però è che è lo stesso Corano a esprimersi in questo modo nei confronti degli ebrei. Il vero problema è il modo in cui queste parole del Corano sono comprese oggi, e sappiamo bene come la pensano gli islamisti nei confronti di ebrei e cristiani.

 

Al-Azhar ha ricordato di avere chiesto a Benedetto XVI di dichiarare che l’islam non è una religione di sangue. Quali sarebbero le conseguenze se oggi Papa Francesco accettasse questo invito?

Al-Azhar chiede al Vaticano di assentire al modo di vedere le cose da parte della massima autorità musulmana. L’islam non è una religione di sangue, tranne quando avvengono degli episodi sanguinosi che lo vedono protagonista. Lo spargimento del sangue dei cristiani da parte di chi li perseguita è una realtà. Il Vaticano dovrebbe quindi rispondere ad Al-Azhar: “Se l’Islam non è una religione di sangue, condannate le violenze contro i cristiani in Egitto e negli altri Paesi a maggioranza musulmana”.

 

Sherif Taba, un leader religioso salafita, riferendosi al Papa Francesco ha ricordato che il Corano invita a combattere coloro che “non proibiscono quello che Allah e il messaggero hanno proibito” …

Se non altro dovremmo apprezzare la franchezza di Sheif Taba. La sua citazione potrebbe aiutare Al-Azhar a rispondere alla domanda se l’islam sia o meno una religione di sangue. I salafiti del resto vogliono ritornare ai primi giorni dell’islam, che sono stati esattamente quelli più sanguinosi.

 

Quindi non possiamo dire che la situazione sia peggiorata …

Padre Henri Boulad, un gesuita che ha vissuto in Egitto per molti decenni, mi ha raccontato che in Egitto all’epoca di Mubarak si registravano 20mila cristiani in meno ogni anno, perché abbandonavano il Paese o si convertivano in seguito a forti pressioni. Ora la situazione è ancora peggiore, e non riguarda soltanto l’Egitto ma tutti i Paesi della regione. Il rischio quindi è che il Cristianesimo scompaia completamente dal Medio Oriente.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
17/03/2013 - doppia morale (delfini paolo)

Appunto, i cristiani rischiano di sparire del tutto in Medioriente, perche siamo indesiderati da quelle parti.Noi invece dobbiamo accogliere gli islamisti con tutti gli onori, altrimenti siamo "razzisti" e "xenofobi".Questa e' la logica della scellerata alleanza di fatto tra Occidente e integralismo islamico.