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PAPA/ Reilly (Usa): Francesco stia attento alla "doppia morale" dell'islam

Pubblicazione:domenica 17 marzo 2013

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“Papa Francesco dovrà affrontare dei tempi sempre più difficili dal punto di vista dei rapporti con l’Islam. Dobbiamo attenderci un intensificarsi delle persecuzioni contro i cristiani”. Ad affermarlo è Robert Reilly, esperto del think tank American Foreign Policy Council e studioso del pensiero musulmano, che ha approfondito soprattutto a partire dal discorso di Ratisbona di Benedetto XVI. Per Reilly, “nei prossimi anni Papa Francesco si troverà in una situazione sempre più scomoda. Dovrà decidere se prendere una posizione pubblica nei confronti delle persecuzioni dei cristiani, o tacere per evitare di esacerbare ulteriormente la situazione”. L’università di Al-Azhar, massima autorità islamica sunnita, ha dichiarato che l’elezione di Papa Francesco è un fatto positivo che permetterà di normalizzare i rapporti troncati all’inizio del 2011 dopo che Benedetto XVI aveva chiesto una maggiore protezione per i cristiani perseguitati.

 

Reilly, che cosa ne pensa dei commenti positivi giunti da Al-Azhar e dai Fratelli musulmani dopo l’elezione di Papa Francesco?

Papa Francesco dovrà affrontare tempi sempre più difficili dal punto di vista dei rapporti con l’Islam. Il motivo è che la cosiddetta Primavera araba ha prodotto dei risultati di impronta islamista. L’antipatia tra islam e cristianesimo e tra islam e giudaismo è accentuata dall’ideologia dei Fratelli musulmani.

 

Per quale motivo?

Questi ultimi sanno destreggiarsi con dichiarazioni prudenti, come l’apprezzamento nei confronti di Papa Francesco, ma nella sostanza sono radicali e profondamente anti-occidentali, anti-ebraici e anti-cristiani. Ciò si manifesta nella persecuzione dei copti. Quando Benedetto XVI ha sollevato la questione, Al-Azhar ha interrotto il dialogo con il Vaticano affermando che il Papa stava interferendo con gli affari interni dell’Egitto.

 

E’ un problema che riguarda soltanto l’Egitto?

No. Se guardiamo alla situazione in Siria, per quanto spietato sia Assad, non si tratta certo di un presidente anti-cristiano. La comunità cristiana in Siria in passato è stata abbastanza sicura, proprio come quella irakena sotto Saddam Hussein, il quale è stato un dittatore ma non ha perseguitato la Chiesa. Al contrario i regimi mediorientali che si sostituiscono alle dittature sono esplicitamente islamisti.

 

Con quali conseguenze?


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COMMENTI
17/03/2013 - doppia morale (delfini paolo)

Appunto, i cristiani rischiano di sparire del tutto in Medioriente, perche siamo indesiderati da quelle parti.Noi invece dobbiamo accogliere gli islamisti con tutti gli onori, altrimenti siamo "razzisti" e "xenofobi".Questa e' la logica della scellerata alleanza di fatto tra Occidente e integralismo islamico.