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CASO CIPRO/ L'Europa mette a rischio l'Ue di De Gasperi

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Mi auguro di no. Per essere più precisi e fare ipotesi sul futuro sto aspettando le elezioni tedesche.

 

Perché?

Perché la Cancelliera tedesca opera in funzione delle elezioni, non prenderebbe, secondo me, nessuna decisione che venisse meno al suo elettorato. È un’analisi, una sensazione tutta mia. Certo l’elettorato tedesco avrà una sensibilità a dare una risposta diversa? Non lo so. Se guardiamo le nostre ultime elezioni noi siamo stati incapaci di dare una svolta.

 

Quindi, secondo lei anche l’Italia come paese del Mediterraneo sta rischiando?

Certo siamo tutti poveri, i più poveri. Non c’è dubbio. Sia per colpe nostre sia perché solidarietà e aiuto non ci sono.

 

In questa situazione dove tutti tendono a mantenere quel poco che hanno, non rischiando più investimenti, anche per la mancanza di fiducia, come si può ripartire?

Il problema è che ogni Paese deve cominciare a ripartire da sé. Ma paesi come il nostro sono condizionati dagli investimenti per la nuova crescita perché le condizioni europee ci impongono certe posizioni non confacenti a una ripresa. Bisognerebbe rivedere tutta la politica economica dell’Europa tenendo conto delle varie situazioni.

 

In che senso?

Non si può avere una politica etichettata, standardizzata per ogni situazione e ogni tempo, bisogna averla elastica e scorrevole. Elastica nei confronti dei territori, perché i territori sono fatti di persone. Scorrevole perché ci dobbiamo adattare di volta in volta in base alle congiunture. Non può andar bene una situazione congiunturale che si è pensata cinque anni fa quando non c’era la crisi che ci è piovuta addosso dagli investitori americani, adesso dobbiamo avere un’elasticità diversa, non ci smuoviamo di lì. Siamo rigidi. Nè elastici, né scorrevoli.

 

(Elena Pescucci)



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