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MANOVRE CINESI/ L’Italia è fuori dai giochi

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Problema corruzione: come si muoverà la Cina?

Il problema della corruzione in Cina è da vedersi sotto due aspetti: uno è quello endemico di un paese in via di sviluppo che cresce a grande velocità e a grande velocità si superano le normali regole, l’altro problema è che in Cina si è passati nel giro di 30 anni da un’economia pianificata molto rigida a un’economia molto liberale.

questo passaggio storico le zone grigie sono enormi: ci sono molte cose che oggi sembrano corruzioni e che domani invece si trasformano in libero mercato.

C’è la difficoltà di tirare una linea sui comportamenti passati: servirebbe una specie di condono storico dei peccati pregressi, solo così si riuscirebbe ad avere dei comportamenti normali. Se non c’è un atto di confessione è anche difficile smettere di agire in modo illegittimo. Ci sono, dunque, questi due aspetti: lo sviluppo e l’eredità della storia. La corruzione in Cina c’è, ma è una questione strutturale.

E poi c’è un ulteriore significativo cambio ai vertici: guidare con l’esempio. Su questo presidente e primo ministro sono stati chiari. Li Kequiane ha detto che chi fa il funzionario si scordi di fare i soldi e viceversa. C’è stata una specie di divisione dichiarata dei poteri, che può far sorridere o sollevare anche scetticismo ma è importante come dichiarazione di principio.

Almeno a parole sono pronti a tracciare questa linea immaginaria…

Il fatto che lo dicano è positivo. Tutto comincia a parole se uno non lo dice nemmeno è difficile che lo facciano nei fatti. È una dichiarazione programmatica. E la storia degli ultimi 30 anni in Cina ci dice che le dichiarazioni programmatiche difficilmente non vengono messe in pratica.

Quali sono le scelte politiche immediate del nuovo Governo?

La politica interna è quella di urbanizzare e di lanciare un programma iniziale di stato sociale, che non è quello all’europea. Sarà uno stato sociale molto prudente, ma ai cinesi che finora non era mai stato garantito nulla verranno garantiti dei minimi servizi di assistenza sanitaria, educazione gratuita e una qualche maggiore sicurezza nel posto di lavoro. Si cercherà di compensare l’enorme divario esistente tra ricchi e poveri ma anche di creare nuove opportunità per avanzamento sociale per le fasce disagiate.

Fondi sovrani: la Cina come si comporterà con l’Italia?

Nessuno investirà in Italia. L’interlocutore della Cina in Europa è la Germania. L’Italia non ha avuto di fatto nessuna politica estera, in generale e in particolare con la Cina e quindi adesso che la Cina viaggia come un treno noi siamo bellamente fuori. È come quando uno va agli esami se uno non ha studiato come ti può andare bene? Se non hai studiato è difficile superare l’esame…E l’Italia non ha studiato, non preoccupandosi della politica estera con la Cina…

(Elena Pescucci)



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