BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ Quella Ong che facilita l'aborto spacciandolo per "buona" sanità

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Le ONG non sono tutte le Onlus “no profit”, molte Onlus sono ONG, ma non tutte, le Onlus hanno sgravi fiscali, ma non hanno capitale, devono investire in progetti e comunque chiudere i loro bilanci a “zero”, le ONG possono anche essere “profit”. Fino a questo punto non c’è nulla di male, neppure c’è nulla di male nel venire a sapere che le ONG hanno costi di personale che lavora a tempo pieno per loro (non sono tutti volontari, solo pochi lo sono). Quello che è male è la mancanza di trasparenza e chiarezza del messaggio: molte ONG non si sa neppure cosa fanno, ma sono agevolate nel loro lavoro più di altri come fossero delle lobby.

Così, sfruttando l’innocente copertura delle ONG si fanno porcate sanitarie, etiche e sociali. Si fa in fretta a creare nuove aree di sterminio mascherandole da buona sanità per il bene della gente. Il governo americano ha stanziato fondi, e quindi aiuti sanitari economici, medicinali e programmi, che apparentemente aiutano la gente a migliorare le loro condizioni di vita, ma in realtà creano problemi ben più grossi (soprattutto sociali ed educativi). Da sempre usano questo schema e da sempre la gente ci casca e visto che sono in ballo miliardi di dollari e di interessi… nessuno parla. È lo schema del “che problema c’è? Che male c’è?” …e il male c’è!
A chi vuoi che interessi quello che succede a Lusitu, nel cuore dell’Africa nera, in un’ area rurale di una tribù sconosciuta come quella Tonga… e come noi ci sono tanti villaggi in queste stesse condizioni dove sviluppare progetti pilota. Ai poverelli di Lusitu fu proposto due anni fa un programma di aborto controllato, cioè fatto in un presidio medico con supporto sanitario. 
Ecco la pillola indorata: il problema è quello di tante maternità indesiderate oppure a rischio. Spesso si tratta di giovani ragazze (si parla dai 12 anni in su) che si rivolgevano a stregoni o dottori tradizionali, oppure a cliniche clandestine che, con veleni e tecniche atroci, praticavano l’aborto. Ora “è tutto più sicuro”: c’è un dottore, c’è un ambiente sano e specializzato e ci sono le medicine. C’è anche l’assistenza per un periodo di controllo in caso di complicazioni.
Senza dare giudizio sull’atto abortivo in sé, che per un cristiano è comunque un omicidio bello e buono, ecco i problemi: il governo americano (a insaputa della sua gente) e tanti altri governi (canadese, australiano, cinese, indiano…) che appoggiano il programma, danno soldi per “controllare le nascite” e incentivare l’aborto.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >