BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IL CASO/ Quella Ong che facilita l'aborto spacciandolo per "buona" sanità

Luci e ombre sul progetto di cooperazione internazione a Lusitu in Zambia, che ha visto alcuni paesi finanziare medicinali utili per il controllo delle nascite. Di

Infophoto Infophoto

Quanto è difficile per noi entrare nella testa e nel cuore di gente che ha radici e cultura diverse. Quanto è difficile lavorare dove nulla è come dovrebbe essere e dove non c’è la volontà di cambiare. Dove ci sono povertà e le soluzioni… mammamia. Non spaventa ciò che è difficile, spaventa l’indifferenza. Se sei in guerra, tutti sanno che è meglio la pace, anche chi ti spara lo sa, c’è la drammaticità della morte ma la consapevolezza di ciò che è giusto. Quando sei in carcere condannato giustamente oppure no, lo sai che è più bello essere liberi… ma quando non sai… quando ti offrono scorciatoie e fanno di tutto per mantenerti ignorante e t’indorano pillole amare, oppure ti fanno apparire appetibile ciò che è male… allora nasce la tragedia. Sempre e comunque, quando ti fanno credere che è meglio non studiare, quando ti offrono la possibilità di arricchirti facilmente, senza dirti che in realtà fai soffrire altri, quando ti convincono ad uccidere tua mamma, perché è di una tribù diversa e quindi è cattiva. Quando è meglio lo stregone del dottore, quando per battere lo stregone ti fanno abortire gratis e al sicuro in una clinica ospedaliera, senza rischi, che è meglio.
Questo è ciò che avviene a Lusitu, dove da due anni ha preso piede una Organizzazione Non Governativa inglese che “facilita” l’aborto. Al di là degli aspetti morali e degli insegnamenti religiosi che si possono chiamare in causa per mostrare l’atrocità del problema, mi limito a descrivere la situazione e le sue conseguenze.
Le Organizzazioni Non Governative hanno il compito di portare nel mondo programmi di sviluppo sanitario, sociale ed educativo. A questo scopo, fanno ricorso a campagne di sensibilizzazione per stimolare cittadini di tutto il mondo a contribuire economicamente oppure a diventarne parte (specialmente con lavoro volontario). Inoltre, tramite bando di concorso, hanno accesso a fondi europei o internazionali per sostenere i loro progetti. In più, tramite le leggi dei singoli Stati, traggono vantaggio da lavoratori a basso costo, attraverso sgravi fiscali oppure perché pagati dagli Stati stessi con progetti a termine (un po’ come avviene per il servizio civile, che è possibile fare anche all’estero).

Più l’ONG è grossa, più ha bisogno di fondi e i bilanci non sono controllabili, ma ci si fida perché “fanno del bene”.