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ISRAELE/ Herzog: la visita di Obama può riaprire la pace coi palestinesi

Shimon Peres e Barack Obama (InfoPhoto) Shimon Peres e Barack Obama (InfoPhoto)

Tanto nelle discussioni pubbliche quanto in quelle private il presidente Obama vorrebbe trasmettere il messaggio che Israele deve avere fiducia nel fatto che gli Stati Uniti compiranno la cosa giusta e impediranno all’Iran di diventare una potenza nucleare. Più probabilmente nelle discussioni private Obama e Netanyahu cercheranno un migliore coordinamento e sincronizzazione tra i governi, con la promessa che Israele non spiazzerà gli Stati Uniti con delle mosse a sorpresa nei confronti dell’Iran.

 

Che cosa dobbiamo aspettarci per quanto riguarda la Siria?

Conosciamo le principali differenze tra i due governi nella posizione sulla Siria, anche se credo che Israele vorrebbe vedere un atteggiamento occidentale più incisivo, in contrasto al ruolo pro Assad di Iran, Hezbollah e Russia. Saranno comunque discussi i principali motivi di preoccupazione per i due governi, il primo dei quali è l’enorme scorta di armi chimiche in Siria e il loro possibile utilizzo, come è emerso soltanto martedì. Israele è anche preoccupato per la scorta di armi convenzionali presenti nel Paese confinante, e intende fare il possibile affinché tanto le armi chimiche quanto quelle convenzionali non cadano nelle mani sbagliate, siano esse quelle dei jihadisti in Siria o di Hezbollah in Libano. Si tratta quindi di un tema che sarà in cima all’agenda.

 

Ora che le elezioni israeliane sono alle spalle, c’è una speranza di riaprire i negoziati di pace?

Obama non viene a Gerusalemme con un piano di pace, ma per vedere se ci sono le condizioni giuste per avviare un’iniziativa di pace e sondare entrambi le parti, israeliani e palestinesi. Non sono certo di quanto la composizione del nuovo governo Netanyahu giochi a favore di un processo di pace, dovremo stare a vedere perché l’attuale maggioranza è un conglomerato di partiti con diversi programmi politici per quanto riguarda la questione israeliano-palestinese. Continuo però a credere che ci sia spazio per un’opportunità, per quanto ristretta, e che gli Stati Uniti giocheranno un ruolo determinante nell’esplorare le possibilità di avvicinare l’inizio dei negoziati.

 

(Pietro Vernizzi)

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