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ISRAELE/ Herzog: la visita di Obama può riaprire la pace coi palestinesi

Per MICHAEL HERZOG il nuovo governo Netanyahu non favorisce l’avvio di un processo di pace, ma una finestra continua a restare aperta e Obama è qui proprio per esplorare questa possibilità

Shimon Peres e Barack Obama (InfoPhoto) Shimon Peres e Barack Obama (InfoPhoto)

“La pace deve arrivare in Terra Santa. Anche se abbiamo chiare le difficoltà che ci sono, non perderemo mai di vista l’intesa tra Israele e i suoi vicini”. Lo ha dichiarato ieri il presidente Usa, Barack Obama, nel corso della sua visita nello Stato ebraico pochi mesi dopo le presidenziali americane e le elezioni politiche in Israele. “La nuova maggioranza molto composita che sostiene il nuovo governo Netanyahu non favorisce certo l’avvio di un processo di pace, ma sono certo che una finestra, per quanto piccola, continua a restare aperta. Obama è qui proprio per esplorare le possibilità di avvicinare l’inizio dei negoziati”. Ad affermarlo è Michael Herzog, cittadino israeliano, international fellow del Washington Institute for Near East Policy, oltre che autore di tanto in tanto di commenti per il quotidiano Haaretz.

 

Quali sono gli obiettivi politici e strategici con cui Obama ieri è atterrato sul suolo ebraico?

Barack Obama ha deciso che questo è il momento giusto per un viaggio in Israele, all’inizio del suo secondo mandato e del terzo mandato di Benjamin Netanyahu, con tutte le difficili sfide che ci attendono nel 2013. Mi riferisco ai dossier Iran, Siria e relazioni israeliano-palestinesi. L’obiettivo di Obama è rilanciare l’amicizia tra America e Stato ebraico, approfondire la comprensione reciproca, parlare direttamente al pubblico israeliano e vedere se nei prossimi anni ci sarà lo spazio per delle decisioni politiche sui temi più critici.

 

Quali sono invece le aspettative di Israele nei confronti di questo viaggio?

Non ritengo che ci siano delle aspettative concrete, tangibili e immediate. Gli israeliani percepiscono che il fatto che il presidente Usa venga qui è un’opportunità che non si presenta tutti i giorni, e approvano la sua volontà di entrare direttamente in connessione con i cittadini dello Stato ebraico. Ieri ha parlato in pubblico e oggi terrà un discorso ufficiale: per Israele è una riaffermazione dei legami e dell’amicizia tra i due Stati. In questo senso apprezziamo la visita di Obama.

 

Che cosa emergerà dagli incontri tra Obama e Netanyahu per quanto riguarda l’Iran?