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CINA/ Aborti ed eugenetica, alla ricerca della popolazione "perfetta"

Gli aborti praticati in Cina dal 1971 sono circa 336 milioni, almeno secondo i dati diffusi dal ministero della Sanità di Pechino. A questo si aggiunge un inquietante progetto di eugenetica

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Gli aborti praticati in Cina dal 1971 ad oggi sono circa 336 milioni, almeno secondo i dati diffusi dal ministero della Sanità di Pechino e resi noti dal Financial Times. Questo significa che, senza le politiche di controllo delle nascite avviate agli inizi degli anni Settanta e culminate nella cosiddetta “politica del figlio unico”, i cinesi sarebbero oggi quasi 400 milioni in più degli 1,3 miliardi dell'ultimo censimento. A questo si aggiunge un nuovo scenario, ancora più inquietante, che parte dell’eugenetica, vale a dire lo studio dei metodi con cui giungere al perfezionamento della specie umana (le stesse politiche sociali furono attuate dalla Germania nazista) attraverso selezioni artificiali operate tramite la promozione dei caratteri fisici e mentali ritenuti positivi e la rimozione di quelli considerati negativi. Sembra che gli scienziati dell’istituto genomico di Pechino stiano raccogliendo da tempo migliaia di campioni di Dna delle persone considerate “migliori” della Terra, con lo scopo di determinarne e descriverne la struttura per riuscire ad individuare gli alleli (ogni variante di sequenza di un gene) responsabili dell’intelligenza umana. In questo modo, quindi, potrebbe essere possibile un giorno "testare" gli embrioni e individuare quelli destinati a diventare i più intelligenti. Con la conseguenza, però, che tutti gli altri verrebbero scartati. Tale selezione, inoltre, potrebbe non riguardare solamente le capacità mentali, ma anche quelle fisiche (altezza, peso, muscolosità) che sono addirittura più facili da individuare. E’ in questo modo che la Cina cerca lo sviluppo economico del Paese che, se popolato da persone “migliori”, potrà veder aumentare la produttività e la capacità di innovazione.

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