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CASO CIPRO/ Synghellakis (Bbc): così la Germania vuol dare una lezione all’Italia

Pubblicazione:lunedì 25 marzo 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 25 marzo 2013, 8.41

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La maggior parte di questi depositi il giorno dopo non ci saranno più. Non so se ci sia questa volontà di mandare via gli oligarchi russi da Cipro, ma credo che l’Ue avrebbe dovuto fare in altro modo, imporre se voleva delle regole diverse sulla presenza di capitali stranieri, a cui tra l’altro Cipro in gran parte si era già adeguata. Andava inoltre usata una via graduale, e non questi shock che potrebbero trasformarsi in un boomerang, e che sono percepiti dalla popolazione come un effetto punitivo.

 

Che cosa ne pensa delle parole su Cipro del ministro tedesco Schaeuble?

Queste parole lasciano molti interrogativi. Perché allora coinvolgere i cittadini che hanno conti molto bassi? Ci sono inoltre problemi economici in tutta Europa. A Cipro il problema sarà il modello d’affari, negli altri Paesi sono il modello di Stato, la corruzione, gli sprechi. Saranno quindi chiamati a pagare anche i cittadini di Grecia, Italia, Spagna o Francia?

 

Lei che cosa ne pensa?

In ciascuna di queste situazioni c’è un modello che non va, anche in Germania c’è una classe politica che non riesce a gestire la crisi economica, e che non è capace di dare a questo Paese un vero ruolo guida nell’Ue che possa portare avanti comunque tutta l’Europa. Puntare il dito è quindi facile, ma creare delle situazioni così traumatiche per Cipro non gioverà a nessuno. Il rischio è che queste misure portino all’affossamento dell’economia cipriota.

 

La filosofia tedesca è “punirne uno per educarne cento”?

Il sospetto viene. Ora si nega, ma penso che lo si sarebbe fatto anche 15 giorni fa se si fossero formulate ipotesi simili per Cipro. Quest’ultimo tanto ha le sue particolarità, ma le particolarità sono estese ovunque.

 

(Pietro Vernizzi)



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