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LA COREA ATTACCA GLI USA?/ Jean: Kim Jong−un? Un finto pazzo manovrato dalla Cina

Kim Jong-un (InfoPhoto) Kim Jong-un (InfoPhoto)

Soddisfacendo le esigenze alimentari della popolazione non si riuscirebbe a conservare il regime. I nordcoreani si trovano di fronte a quasi 50 milioni di sudcoreani, estremamente più ricchi, liberi e sviluppati di loro. Di conseguenza verrebbero verosimilmente fagocitati. Per evitare la caduta del regime, la Corea del Nord segue questa strategia in politica estera che appare completamente folle.

 

Dunque i nordcoreani vogliono apparire folli per spaventare il mondo.

Sì, infatti bisogna notare che Pyongyang non si è mai spinta oltre un determinato limite. Ha compiuto degli atti di aggressione, come l’affondamento della corvetta sud-coreana due anni fa che ha provocato la morte di 46 marinai. Ma, a parte questa e poche altre eccezioni, la Corea del Nord è sempre stata estremamente cauta nel muoversi. Anche perché molto verosimilmente si tratta di una specie di commedia che la Corea del Nord sta recitando di comune accordo con la Cina. Il comportamento così “folle” di Pyongyang rende infatti necessari per Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud i buoni uffici di Pechino.

 

E la Cina quali vantaggi ottiene in questo modo?

La Cina distrae l’opinione pubblica da tutti i problemi territoriali, come i contrasti con il Giappone per il Mar Giallo e con il Vietnam per il Mare Cinese Meridionale. Pechino polarizza tutta l’attenzione sulla Corea del Nord con questo scopo. Per Pyongyang il ruolo della Cina rimane importante, e quest’ultima gioca su tale fatto, e ha quindi un certo coordinamento con alcune decisioni e iniziative, anche le più folli, della Corea del Nord.

 

Il regime nord-coreano è destinato a durare per sempre?

L’Occidente finora ha reagito sempre in modo molto timido, a parte le sanzioni. I missili e gli esperimenti nucleari della Corea del Nord hanno determinato un estremo nervosismo e un’estrema timidezza nella risposta da parte di Stati Uniti e dei loro alleati asiatici. Questa timidezza di risposta dimostra ancora una volta che se la diplomazia non è strettamente collegata con la possibilità di un impiego di forze militari, ben difficilmente può essere risolutiva. D’altra parte un impiego di forze militari sarebbe estremamente pericoloso, in quanto rischierebbe di portare a uno scontro con la Cina: ma Pechino non vuole un’unificazione di Corea del Nord e del Sud, che a qual punto potrebbero chiuderne lo sbocco sul Mar Giallo.

 

(Pietro Vernizzi)

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