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Esteri

TURCHIA/ Ferrari (Corriere): a Erdogan non conviene "mediare" tra estremisti e Stati Uniti

Tayyip Recep Erdogan (InfoPhoto)Tayyip Recep Erdogan (InfoPhoto)

La Turchia si è sentita rifiutata dall’Ue e ciò ha provocato l’intensificazione dei rapporti politici e diplomatici nei confronti del mondo arabo, ma anche del continente africano. Attraverso quanto manifesta Erdogan con la sua irruenza emotiva, la Turchia si sta danneggiando con le proprie mani, laddove invece potrebbe conquistare dei punti importanti che in molti sono in grado di riconoscerle. Si tratta di una dichiarazione che creerà delle tensioni non soltanto con l’Europa, ma anche con l’alleato Usa, di cui comunque la Turchia ha bisogno.

 

Erdogan accusa il sionismo di essere simile al fascismo, ed è tra i principali nemici di Assad. Ma la Turchia è uno Stato democratico?

La Turchia ha un sufficiente livello di democrazia, pur non essendo uno Stato pienamente democratico. Ankara non gode di un record assoluto nel rispetto dei diritti umani e delle minoranze. Nello stesso tempo, ci troviamo di fronte al paradosso che cristiani, ebrei, armeni e ortodossi hanno votato in stragrande maggioranza per l’AKP di Erdogan. Significa che con la Turchia laica che c’era in precedenza avevano dei problemi maggiori. D’altra parte democrazia significa rispettare i diritti di tutti, e il premier turco non ha fatto molto per allentare i problemi presenti nel Sud-Est curdo del Paese.

 

Fino a che punto in Turchia il diritto di critica è esercitato liberamente?

Anche il diritto di contestare apertamente la linea politica del partito islamico moderato non è stata sempre rispettata. Lo scandalo Ergenekon, un complotto nazionalista contro l’AKP venuto alla luce nel 2007, ha coinvolto non solo il vecchio sistema di potere ultra-laico, ma anche alcuni settori del Paese che non erano favorevoli al regime islamico moderato.

 

Infine, che cosa ne pensa della questione del riconoscimento del genocidio armeno?

Anche per ragioni politiche la Francia ha chiesto il riconoscimento di un genocidio degli armeni. In realtà, a prescindere dal giudizio che si voglia dare, il vero problema è l’ottusità turca, l’ostinazione a non voler neanche discutere seriamente, senza pregiudizi, questa fase storica. Ciò documenta proprio il fatto che forse la democrazia turca deve ancora essere consolidata, prima di potersi dichiarare tale.

 

(Pietro Vernizzi)

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