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CRISTIANI PERSEGUITATI/ Kaigama (vescovo): i terroristi aspettano la Pasqua per sterminarci

Pubblicazione:domenica 31 marzo 2013 - Ultimo aggiornamento:domenica 31 marzo 2013, 8.54

Mons. Ignatius Kaigama (catholicnewsagency.com) Mons. Ignatius Kaigama (catholicnewsagency.com)

Gli attentati non bastano a spaventarci e a dissuaderci dall’adorare Dio. Tutti i cristiani si recheranno nelle chiese in occasione di questa Pasqua 2013, nonostante il rischio di nuovi attentati. Le persone vengono in chiesa anche perché vi trovano un’atmosfera di speranza e di solidarietà, e quindi maggiori sono le difficoltà che si trovano ad affrontare più sentono il desiderio di partecipare alle celebrazioni della Settimana Santa.

 

Qual è il messaggio della Pasqua per la vita quotidiana dei cristiani nigeriani?

E’ un messaggio di speranza, che invita la gente a non disperare in quanto la disperazione è la più grande arma del Demonio. E’ quindi un’esortazione a vivere e ad attendere con speranza, nonostante le difficoltà del momento. I nigeriani del resto sono un popolo molto forte e la situazione che si è creata non basta a spezzarne il coraggio. Per questo sono certo del fatto che supereremo le difficoltà legate ai terribili attacchi di Boko Haram.

 

Il Papa ha invitato “a uscire da noi stessi per andare incontro agli altri, per andare verso le periferie dell’esistenza a portare Cristo”. Qual è il senso di questo invito per i cristiani nigeriani?

Il compito di portare Cristo è proprio di ogni cristiano e della Chiesa nel suo complesso. Per sottolineare questo fatto abbiamo realizzato una mappa molto importante di tutte le persone, migliaia e migliaia, che organizzano ritrovi ispirati alla tradizione africana e altre meravigliose celebrazioni.

 

Per quale motivo avete scelto di valorizzare queste tradizioni?

Il Cristianesimo non esclude nulla di quanto appartiene alla dimensione sociale, in quanto trova il suo modello in Gesù che è salito sulla croce con le braccia aperte, abbracciando così tutti senza distinzioni di razza, etnia o situazione geografica. Quello del Cristianesimo è dunque un messaggio di unità, che si rivolge all’intera umanità.

 

Quali sono le conseguenze di questo dato di fatto?

Non abbiamo barriere né ostacoli, tutte le persone create da Dio devono essere rispettate. Cristiani, musulmani e animisti sono tutti creature di Dio, e ciò nello spirito del Cristianesimo è vero persino per chi ci attacca e ci uccide nelle chiese. E’ questo il cuore del messaggio cristiano, continuare a fare il bene anche in cambio del male.

 

(Pietro Vernizzi)



(Foto: catholicnewsagency.com) 



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