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LA STORIA/ Dal Madagascar: qui le persone credono veramente che tutto è opera di Dio

DON STEFANO, che vive in Madagascar da trent'anni, racconta come la popolazione del luogo viva la presenza di Dio come un fatto reale e concreto della vita quotidiana

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L' evento della Pasqua è la realtà che più di ogni altra giustifica la nostra fede in Cristo. Questa realtà viene celebrata ogni anno durante tutta la Settimana Santa. Cosa giustissima.

Quello che mi ha sempre sorpreso è che finite le celebrazioni, a tutti i livelli della società, la vita di ciascuno di noi non cambia. La celebrazione della ricorrenza, anche in un modo solenne, non ha avuto nessuna influenza sulla nostra vita o ne ha avuta pochissima.

Penso sia dovuto al tipo di società in cui viviamo. Una società strutturata in modo tale che non tiene conto delle singole persone. Bisogna rispettare delle regole imposte a tutti, non finalizzate allo sviluppo di ciascuno di noi, ma piuttosto a preservare equilibri sociali e di situazioni che di cristiano hanno ben poco (classi sociali, equilibri finanziari basati sul guadagno senza tener conto che milioni di persone perdono il lavoro, il consumismo che impone modelli di vita certamente non cristiani, la preservazione di una certa classe politica).

Un modello che, non essendo fondato sull'uomo, va in frantumi. Vivo da 33 anni in Africa (30 in Madagascar) e questa situazione mi ha messo in contatto con un modo di pensare differente dal nostro. Io che ero venuto per portare la Buona Novella sono rimasto di sasso. Qui in Madagascar le persone credono veramente che la vita e tutto quello che essa comporta è opera di Dio. Quando dicono è volontà di Dio non lo dicono semplicemente con la bocca ma con il cuore (non dicono mai: perché proprio a me? che cosa gli ho fatto a Dio?).

Un esempio. Una bambina che ho adottato nel 1984, ora grande, ha avuto una gravidanza difficile dall'inizio. E' venuta da me ed è rimasta a vivere nella casa delle bambine per essere seguita. Purtroppo il bambino non è nato. La sua reazione è stata quella di dire "era volontà di Dio". Ha ripreso la sua vita normale, non ha mai espresso rancori a Dio per questo fatto.

La Pasqua per ciascuno di noi dovrebbe essere questa riscoperta della presenza di Dio in noi, e fare in modo di avere una società più giusta, essenzialmente fondata sull'uomo.

Non invento nulla, è la grande intuizione di Giussani, traspare da tutti i suoi scritti, ed è stata data, come scopo di vita, a tutti noi del Movimento.

L' arrivo di tre nuove bambine il giorno di Giovedì Santo, nella nostra casa, è stato un bel regalo di Pasqua.

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