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SCENARIO/ La morte di Chavez diventa il nuovo "destino" del Venezuela?

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Hugo Chávez (Infophoto)  Hugo Chávez (Infophoto)

I costituzionalisti e i giuristi hanno alzato la propria voce sostenendo che questo atto sia anticostituzionale; dovrebbe essere infatti il presidente del parlamento Diosdado Cabello a mantenere la presidenza ad interim fino alle elezioni nel caso di mancanza assoluta del presidente eletto. Ma i cavilli giuridici sono molti, se si considera che Chávez non ha neppure assunto l’incarico dopo essere stato eletto il 7 ottobre 2012.

Certamente il chavismo punta a rendere Maduro da subito un personaggio pubblico associato alla presidenza della repubblica.

Per l’opposizione, per la Mesa de la Unidad Democrática (MUD), Henrique Capriles resta l’unico candidato. Dopo lo scontro alle ultime elezioni presidenziali, dove perse mettendo in luce  le denunce di frode e gli assassini politici, oggi dovrà scontare il peso di elezioni imminenti corredate da un forte impatto emozionale conseguente alla morte di Chávez. E sappiamo bene come in America Latina le morti politiche rappresentino sempre un grande  vantaggio alle urne.

Chávez è stata la figura centrale per la messa in opera della rivoluzione bolivariana e Maduro certamente deve acquisire grandi consensi. Non sarà semplice riproporre il carisma, il personalismo partito e lo stile di leadership di un uomo che il 28 luglio del 2012, nel giorno del suo 58 compleanno, ha dichiarato: “L’uomo del futuro si chiama Chávez perché Chávez non sono più io. Chávez siamo tutti (…). Chávez è il Venezuela, non sono più io”.



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