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CIPRO/ Markides (ambasciatore): delusi dall’Ue che tratta noi cittadini come ladri

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Bisogna capirsi su cosa si intende per paradiso fiscale. Cipro è da molti anni fuori dalla black list dei paradisi fiscali e le sue banche hanno sempre superato i controlli di tutti gli organismi europei e internazionali sul riciclaggio di denaro sporco. Ma è evidente che il nostro sistema fiscale, che prevede una tassa del 10% per tutte le società, attirava imprese che volevano godere di un ambiente fiscale più favorevole. Lo fanno un po’ tutti i Paesi più piccoli dell’Unione Europea e fino a ieri nessuno aveva da ridire. Ora invece si parla di “concorrenza sleale” e si minaccia di prendere provvedimenti anche verso altri Paesi piccoli dell’Ue.

 

Cipro resterà nell’euro a ogni costo, anche qualora ciò dovesse comportare sacrifici ancora più gravi, o considererete l’ipotesi di uscire dalla moneta unica?

Non è un segreto che sia in Parlamento sia all’interno del governo di Cipro l’opzione di uscire volontariamente dall’eurozona è stata presa seriamente in considerazione. Ma alla fine si è arrivati alla conclusione unanime che Cipro deve continuare a rimanere nell’eurozona e che un’eventuale uscita andrebbe contro gli interessi del Paese. Bisogna comprendere che la nostra adesione all’Ue e alla stessa eurozona non era dovuta principalmente a considerazioni economiche bensì politiche. Cipro cerca in Europa un ambiente di sicurezza, che garantisca la sua stessa esistenza, continuamente minacciata dalla potenza occupante della parte nord della nostra isola. E’ sotto questa luce che bisogna considerare la nostra permanenza nell’area dell’euro.

 

I correntisti russi sono riusciti a prelevare capitali cospicui utilizzando le filiali straniere di Laiki Bank e Cyprus Bank, mentre i cittadini ciprioti non hanno potuto in quanto gli sportelli sull’isola erano chiusi. Pensate di porre un rimedio a questa situazione?

Il Presidente di Cipro Nikos Anastasiades ha annunciato un’inchiesta della Procura Generale che dovrà indagare a fondo su questi casi scandalosi, nonché sulle responsabilità per il crollo di alcune banche cipriote, che ha provocato questi enormi danni all’economia dell’isola. Ma bisogna aggiungere che il pericolo di fuga dei capitali russi dalle banche cipriote sarà una conseguenza delle misure imposte dall’eurogruppo. In questa maniera, sarà minacciato uno dei due pilastri su cui si basa l’economia cipriota oltre al turismo, cioè l’intermediazione finanziaria.

 

L’Arcivescovo Chrysostomos si è offerto di ipotecare i beni della Chiesa in cambio di titoli di Stato. Qual è il significato di questa offerta?

La generosa offerta dell’Arcivescovo ha riempito tutti i ciprioti di orgoglio e di gioia perché dimostra come nella Chiesa di Cipro sia sempre vivo il vero spirito cristiano, quello dell’amore verso il prossimo, verso il popolo sofferente. Anche il governo di Cipro ha accolto con grande soddisfazione questa iniziativa. Il progetto però di creare un Fondo di Solidarietà all’interno del quale collocare anche gli asset ecclesiastici era, nelle intenzioni del Parlamento, alternativo alla proposta dell’eurogruppo della tassazione forzosa dei conti bancari. Alla fine, come sappiamo, questa tassazione ci sarà, quindi attendiamo di vedere come il progetto del Fondo andrà avanti.

 

(Pietro Vernizzi)



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