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ELEZIONI VENEZUELA/ Il potere di Chavez trema, ma gli amici "famosi" sono corsi in aiuto...

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E' così ad un certo punto un compromesso deve essere stato trovato e “finalmente” il leader, almeno ufficialmente, ha potuto rientrare in Venezuela e morire in pace.

L'attesa della soluzione di questo rebus aveva provocato nel Paese Caraibico una ondata di proteste popolari che chiedevano lumi sulle vere condizioni di Chavez: questo fatto, di enorme importanza visto che si apriva una breccia nel fino allora compatto fronte del Partito Bolivariano, deve aver provocato parecchie incertezze sull'esito del supposto suffragio popolare di questa domenica. Cosa che ha fatto muovere meccanismi che in verità hanno amplificato ulteriormente la sensazione di paura che pervade l'attuale potere. Che ha chiesto aiuto ai vicini amici: non solo Maradona, ma dall'Argentina è attesa anche la stessa Presidente Cristina Fernandez de Kirchner che si sommerà nei festeggiamenti per la sicura vittoria, curiosamente allontanandosi dal proprio Paese giusto il giorno della protesta generale convocatasi via internet il 18 novembre. Sarà forse per il debito di 32.000 milioni di dollari che l'Argentina ha contratto con l'ex Presidente Venezuelano, come afferma nei suoi comizi Capriles? 

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