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Esteri

ITALIANI LIBERATI/ L'inviato di guerra: in Siria le regole cambiano di continuo, ecco come si cade prigionieri

Una fotografia di Aleppo (Foto: Infophoto)Una fotografia di Aleppo (Foto: Infophoto)

Non è una cosa semplice. Controlli e controllori possono cambiare da un momento all'altro. Quello che ti è permesso un giorno, magari non è più valido il giorno dopo. Puoi combattere un comune nemico, ma poi appartieni ai tuoi miliziani, con la tua religione, la tua appartenenza, la tua nazionalità. Questo è sempre avvenuto e io lo ho constatato anche in altre realtà. Mi è capitato di vedere questo tipo di controlli, di regole, stabilite e poi cambiate, anche durante la caduta di Gheddafi in Libia. Posso dire che tuttavia in Libia c'erano alcuni "centri" di riferimento più solidi, in Siria siamo veramente in un crogiolo dove è difficile orientarsi.

Questo significa che anche una soluzione per la Siria diventa più difficile?
E' problematico comprendere come se ne possa uscire. Molto complicato azzardare ipotesi. Ci si muove in universo spesso incomprensibile. Ti capita di parlare con uno di Al Qaeda che magari fa riferimento direttamente a Al Zawawiri. Nella zona dove sono andati Ricucci e i suoi ci sono guerriglieri afghani, persiani, alawiti. Magari i quattro colleghi hanno filmato, su permesso di qualcuno, un sito che qualcun altro riteneva che non si poteva filmare. A volte ci si muove anche con troppa facilità, senza considerare il contesto che è veramente difficile decifrare. 

 

(Gianluigi Da Rold)

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