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Esteri

BOMBA ALLA MARATONA/ Da Boston: "c'è lo spettro di un nuovo 11/9"

(Foto: Boston Globe)(Foto: Boston Globe)

Non c’è modo però di chiamarlo. Mentre io sono un vero corridore dilettante con musica dal cellulare, lui è un vero professionista e non correrebbe mai con il cellulare in tasca. Inizio a sentire le ambulanze, evidentemente stanno portando i feriti al Brigham and Women’s Hospital che è qui di fianco. Inizio a ricevere email e telefonate dall’Italia di amici preoccupati. Riesco a chiamare i miei prima che si allarmino. Mi ricordo di essere passato questa mattina vicino al traguardo e penso alle signore un po’ attempate che stavano piazzando le loro sedie a fianco del percorso. Spero proprio stiano bene, secondo i primi reports le esplosioni erano proprio al traguardo, loro dovrebbero essere ok. Arriva la notizia non di una ma due esplosioni, probabilmente bombe al traguardo. Si pensa subito a September 11th, allora ero a Washington e mi viene in mente lo shock di allora. Oggi tristemente non si riesce più ad essere increduli come allora. Il mondo è cambiato in pochi anni.

Email, telefonate, e sms arrivano senza sosta. Amici preoccupati da ogni parte del mondo ed molti di Boston per cercare di capire cosa sia successo. Le ambulanze continuano a correre, viene il sospetto che ci siano più dei 2 morti e 22 feriti che riportano inizialmente i telegiornali. Ho sentito ambulanze per almeno due ore e questo è solo uno dei quattro ospedali vicino all’arrivo. Arrivano sms che mi fanno sapere di una possibile esplosione al Jfk Library, che è 5-6 km dalla linea dell’arrivo. Lo spettro di un nuovo 11 settembre diventa palpabile. Arrivano voci di problemi al Tufts medical hospital, l’ospedale più vicino alla linea di arrivo. Forse un gruppo di terroristi ha preso di mira oltre alla maratona anche il primo avamposto di emergenza? Si parla di ordigni rudimentali, forse fatti da bombaroli dilettanti ma spietati. 

Mentre scrivo non sappiamo molto, distinguere i falsi allarmi dalle vere notizie è impossibile. Sappiamo soltanto che una nuova tragedia si è abbattuta su gente inerme. Per favore, nessuno provi neanche a pensare e tantomeno a dire che gli americani se la sono meritata. In strada potevo esserci io e le persone sono morte veramente. Lo so che lo avete fatto dopo l’11 settembre e domani o tra una settimana qualche saggio illuminato del Corriere o di Repubblica ci riproverà ancora. Voi, se potete, cercate di ricordarvi che qualsiasi commento della vostra mente tanto arguta non servirà a molto, al massimo potrà farvi fare la figura degli idioti. Ripensate allo shock che avete avuto al sentire la notizia. Se proprio non lo avete sentito, cercate di pensare a quello che abbiamo avuto noi. Eliminarlo o metterlo in secondo piano vi farebbe perdere il meglio di voi stessi.

(Andrea Baccarelli)

(Photo: Boston Globe)

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