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IL FATTO/ Il miliardario tedesco: perché noi super-ricchi non ci facciamo carico della crisi?

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Se il benessere di un popolo e di una nazione richiede sacrifici anche da parte della classe media, non c’è niente di sbagliato in tutto ciò, a condizione che avvenga in modo equo facendo sì che siano le spalle più forti a portare i carichi più pesanti. Negli anni ’90 la Svezia ha attraversato una crisi economica. La cura ha richiesto sacrifici da parte di tutti gli strati della popolazione ed è stata accettata perché è stata applicata in modo equo.

 

C’è il rischio che con la nuova tassa, i super-ricchi disinvestano dall’Europa?

Il problema non è la mancanza di denaro. Il mondo è pieno di denaro che attende solo delle possibilità sicure di investimento. A fare la differenza sono la stabilità di un Paese, le sue infrastrutture, la forza lavoro, il sistema legale. Sappiamo inoltre che gli imprenditori sentono di avere dei doveri nei confronti del Paese in cui vivono. E’ una responsabilità dei governi quella di cambiare le regole, in tutto ciò che riguarda la tassazione e la regolazione finanziaria. La deregulation del mercato finanziario è una delle principali ragioni che hanno causato la crisi e che hanno portato al più grave disastro finanziario nella storia. Un disastro i cui costi sono più di dieci volte superiori a quelli della Seconda guerra mondiale, senza contare le immense sofferenze umane che la crisi sta causando a diversi milioni di persone.

 

Resta il fatto che per un ricco la tentazione di portare i suoi averi in un paradiso fiscale è sempre forte …

Occorre sottolineare che la tassa sul capitale si applica una sola volta e con uno scopo preciso. Per evitare procedure di non conformità e trasferimenti di capitale, questa tassa deve prendere come punto di riferimento una data nel passato. Ovviamente, se si dice che saranno tassati i capitali a partire dall’anno prossimo, si finisce per incentivare una fuga di capitali. L’idea di tassare i super-ricchi nasce da un principio di solidarietà.

 

Bisognerebbe applicarlo anche ai rapporti tra Paesi ricchi come la Germania e Paesi poveri come la Grecia?