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Esteri

SIRIA/ Micalessin: la "partita" delle armi chimiche può spaccare il Medio oriente

Benjamin Netanyahu (InfoPhoto)Benjamin Netanyahu (InfoPhoto)

Perché non c’è un Paese contro Bashar Assad, ma una nazione divisa in due. Il 50 per cento della popolazione è composta dalla minoranza cristiana, dagli alawiti, ma anche da buona parte dei sunniti che continuano a restare con Assad. Molti generali e ufficiali dello stesso esercito sono sunniti e continuano a sostenere il regime.

 

Quanto conta l’influenza delle potenze straniere?

Chi lotta contro Assad ha il sostegno di potenze regionali quali Qatar, Arabia Saudita e Turchia, oltre all’appoggio occidentale. Dall’altra ci sono alleati come Pechino e Mosca, importanti dal punto vista economico e del rifornimento di armi, e la compartecipazione all’attività bellica dell’Iran e di Hezbollah, che ritengono fondamentale per il mantenimento dell’asse sciita la sopravvivenza di Bashar Assad e dell’attuale regime siriano.

 

Lei è stato più volte in Siria. Che cosa ha visto?

Quel che balza di più agli occhi quando si viaggia a Homs, Aleppo e altre città siriane è la sostanziale difformità tra i resoconti giornalistici che riceviamo in Occidente e quel che accade sul terreno. Esiste effettivamente una situazione di guerra. In particolare Aleppo, almeno nella parte che si affaccia verso la Turchia, è una città circondata dai ribelli, ma al suo interno esiste una vasta parte della popolazione che continua a vivere normalmente e a sostenere la necessità di battersi con Assad.

 

Per quali motivi?

Considerano il regime comunque più legittimo di un’opposizione armata, foraggiata da Stati stranieri, come il Qatar e l’Arabia Saudita. I ribelli sono inoltre ritenuti pericolosi, incontrollabili, disorganizzati, privi di una guida politica e soprattutto colpevoli di massacri efferati e di attentati che mettono a rischio la popolazione civile. Attentati che sono descritti da chi vive a Homs e Aleppo come terrorismo puro e non come ribellione e lotta contro il tiranno.

 

(Pietro Vernizzi)

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