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Esteri

COREA DEL NORD/ Un "bluff" che può costare molto caro

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Ha dunque annunciato di considerare le manovre congiunte del momento un atto ostile nei suoi confronti, e come da copione ha ripreso a minacciare lanci di missili. Obiettivo reale: un ulteriore aumento degli aiuti “umanitari” che riceve. Questa è la sostanza della questione. Ci si potrebbe perciò domandare perché  Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud stiano ancora a questo gioco, frutto di una Guerra fredda tra Usa e Urss conclusasi ormai da oltre vent’anni. Il motivo è semplice: il regime nordcoreano è riuscito, finora con successo, a far perdurare in nuova forma quel ruolo di “cuscinetto” che la Corea del Nord aveva ai tempi della Guerra fredda. Qualsiasi transizione del Paese dal suo attuale status quo a qualcos’altro rimetterebbe in moto un campo di forze ora stabilizzato in cui stanno fronte e fronte da una parte la Cina e dall’altro gli Stati Uniti e i suoi maggiori alleati nella  cruciale area che va da Taiwan, l’antica Formosa, al mar del Giappone.

Tutto sommato, questo significa che se da un lato le periodiche crisi innescate dalla Corea del Nord  sono farse di per sé non pericolose, dall’altro lato però vanno maneggiate con cura perché comunque sono spettacoli in cui il giocoliere fa il suo numero servendosi non di innocue palle colorate bensì di missili, di bombe, di testate nucleari e di navi da guerra.

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