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J'ACCUSE/ Sbai: nessuno ferma la mattanza di donne e bambine in India

Pubblicazione:sabato 20 aprile 2013

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Una sensazione di desolazione quella che oggi l’India da per quanto riguarda la condizione delle sue donne, che ad ogni angolo della strada rischiano violenza e morte.

La sequela di violenze sessuali, mutilazioni, assassini ai danni di bambine indiane, fa rabbrividire. E lo scandalo è che nessuno alza la voce contro queste barbarie senza fine.

Ho la netta sensazione che in questo momento siano più importanti le coordinate finanziarie di un Paese piuttosto che il rispetto dei diritti umani.

Mi viene da sorridere amaro al pensiero che il Marocco, da anni impegnato a far evolvere i diritti delle donne dalla Moudawana all’abolizione del matrimonio riparatore, è stato estromesso da ogni colloquio con gli Usa, mentre paesi che mancano clamorosamente nel rispetto dei diritti sono praticamente osannati e tutto gli viene concesso.

Non ho timore nell’affermare che quando si abbassa la testa di fronte a diktat come quello sui Marò, ogni cosa diventa possibile e il rischio di far credere a qualcuno di essere sopra la legge è dietro l’angolo. Oggi l’India galleggia in una condizione di terrore per ogni donna che giri l’angolo o per ogni bambina che si aggiri da sola.

Per non parlare del fatto che le bambine, specialmente quelle più povere, nelle periferie estreme sono preda piuttosto facile perché c’è il rischio che nessuno, una volta scomparse, le vada a cercare. Leggendo le notizie che raccontano quelle violenze e quel dilaniare carne e spirito di bambine piccolissime, rimango senza fiato.

Come è mai possibile che la comunità internazionale non riesca a condannare ciò che accade in India?

Come è possibile che nessuno riesca a scandalizzarsi vedendo donne e bambine massacrate senza pietà, come in una furia distruttrice senza fine, che dilania qualsiasi cosa gli passi davanti?

Non oso immaginare cosa potrebbero subire i nostri Marò, abbandonati da tutto e da tutti in un Paese che non aspetta altro che punirli per un reato che non hanno commesso.

E alcune frange della nostra politica, che si dichiarano da sempre per i diritti umani, hanno avuto l’ardire di criticare i Marò perché giustamente volevano essere processati in patria, così come il diritto internazionale prevede. Diritto che l’India non ha rispettato e nella totale assenza di giurisdizione internazionale continua a non rispettare.

Ma sugli stupri continui e sull’andata di violenze sulle bimbe tutti tacciono.

Perché l’India è un grande paese democratico, perché l’India ha il diritto di tagliare le grandi commesse commerciali, perché noi accettiamo tutto. Io non riesco a tacere, mentre vedo che le donne indiane soccombono ad una violenza cieca.

Ma del resto, dico con amarezza, se nessuno ha visto che nel mondo arabo, a dieci km dai nostri confini, le false primavere dell’estremismo radicale hanno ammazzato la libertà e le speranze delle donne, come ci si poteva accorgere che in India è in corso una agghiacciante mattanza di donne e bambine?



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