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ARGENTINA/ L’alluvione che porta a fondo Cristina Kirchner

Pubblicazione:domenica 21 aprile 2013 - Ultimo aggiornamento:domenica 21 aprile 2013, 11.04

Cristina Fernandez de Kirchner (Infophoto) Cristina Fernandez de Kirchner (Infophoto)

A questo punto sono entrate in azione le famose “guardie rosse” della Campora che si sono fatte ritrarre a più non posso mentre amministravano tutto il materiale che la raccolta promossa in aiuto della popolazione danneggiata aveva ottenuto. Tutta roba frutto della enorme generosità degli argentini nei confronti di chi ha sofferto un danno, come sempre. Materiale quindi senza nessuna etichetta politica, ma che, davanti alle telecamere televisive, veniva rimarcato come azione del gruppo ultrakirchnerista. E guai a far notare come la solidarietà non dovrebbe avere una bandiera politica, dato fatto notare dal giornalista della tv pubblica Miceli: immediatamente è partita non una risposta, ma una sequela di minacce rivolte al povero conduttore dal capetto Camporista nella cui testa si palesa una certa confusione tra la sua organizzazione e la Croce Rossa o Medici Senza Frontiere, entità presenti sul luogo del disastro.

Oltre a contestare apertamente la sorella dell’ex Presidente Kirchner, intervenuta a raccogliere la sua porzione di luce mediatica, le vittime dell’alluvione hanno chiesto spiegazione del perché le previste opere che avrebbero potuto limitare i danni non siano mai state costruite (ma in molti casi pagate) ottenendo per tutta risposta, dal solito gruppo Camporista, un attacco fisico che è degenerato in una gigantesca rissa.

Pare proprio che le cose non vadano affatto bene per Cristina, il cui Governo è alle prese con un progetto di legge già votato da un Parlamento consenziente che prevede il completo controllo dell’attuale esecutivo sul potere giudiziario, anello che mancava alla catena che porta all’assoluto potere sulla nazione con un progetto di legge che viene fatto passare come democratico ma che, come nel caso della legge che controlla i media e l’informazione in generale, altro non è che l’ennesimo giro di vite che soffoca qualsiasi barlume di democrazia nel Paese.

Domenica sera il popolare programma dal satirico titolo “Giornalismo per tutti” (“Periodismo para todos”, una canzonatura dei vari refrain kirchneristi sul tema nazionalpopolare), condotto dal popolare giornalista Jorge Lanata, ha dedicato la sua prima puntata della nuova stagione a uno scandalo che rivela fiumi di denaro di provenienza illegale esportati da molti anni verso società di comodo situate in paradisi fiscali create e guidate da amici dell’ex Presidente Nestor Kirchner, perfettamente a conoscenza della manovra, che anche due mesi fa hanno fatto uscire clandestinamente dall’Argentina circa 60 milioni di euro. Fatto che fa capire anche al più sprovveduto dei cittadini come dietro la maschera del populismo si nasconda sempre la monetizzazione del potere.


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