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NIGERIA/ Padre Longs: sicurezza e perdono, le due "armi" per sconfiggere Boko Haram

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In questo momento a Jos non ci sono dei particolari problemi. La gente si dedica ai suoi affari ed è tranquilla, ma le forze dell’ordine continuano a monitorare quanto sta avvenendo, nell’eventualità che si rendano necessarie misure particolari.

 

Che cosa ne pensa della proposta di perdonare i terroristi di Boko Haram, di cui si è discusso in Nigeria nelle ultime settimane?

La ritengo una buona idea. In una prospettiva cristiana la riconciliazione è sempre necessaria, ma anche da un punto di vista “laico” il perdono è indispensabile per la convivenza civile, tanto è vero che Ssi tratta di un concetto che appartiene allo stesso Islam. Sono quindi favorevole all’amnistia, perché nel momento in cui ci incamminiamo in un sentiero di guerra, solo Dio sa quanto a lungo può durare. Questa è la principale argomentazione a favore dell’amnistia e del perdono, ed è giusto incominciare da qualche parte perché è l’unico modo per fare progressi. Il problema è che non conosciamo esattamente chi rappresenti Boko Haram, ed è questa la fonte delle difficoltà che stiamo affrontando.

 

Se lei è a favore dell’amnistia, per quale motivo prima auspicava un maggiore impegno del governo anche sul piano militare?

Il governo deve cercare di garantire la sicurezza, in quanto questa è la responsabilità che gli compete. Nello stesso tempo anche la riconciliazione è un’opportunità che può essere colta dal governo, e in parte rappresenta una strada che è già stata perseguita. Anche se la questione che ritengo decisiva è che in uno Stato la cui popolazione è costituita sia da musulmani sia da cristiani, il primo aspetto su cui bisogna lavorare è la convivenza tra le persone di diversa religione. La priorità deve essere quindi quella di riconciliarci e di vivere insieme, e il governo ha il dovere di andare in questa direzione, rafforzando le relazioni reciproche ed evitando in tutti i modo che degenerino per motivi religiosi.

 

(Pietro Vernizzi)



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