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ARGENTINA/ Quel colpo di Stato che ha aperto la porta alla dittatura

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Capita così che mentre a un comune mortale è in pratica impedito di recarsi all'estero perchè impossibilitato a cambiare valuta in misura tale da potersi mantenere, da Buenos Aires partivano, e partono, giornalmente aerei pieni di soldi in contanti, necessariamente Euro perchè di valore superiore a equivalenza di peso. Persone senza arte né parte che d'improvviso, facendosene prestanome, governano società con giri di milioni e che ostentano sfarzi da mille e una notte e auto Ferrrari. Insomma, la rivisitazione in chiave kirchnerista del potere menemista (guarda caso altra costola del peronismo) tanto odiato ora ma che viene replicato in ogni sua nefasta azione. Ma non solo gli eventuali responsabili di questo la faranno franca, pure quelli dell'incidente ferroviario della stazione Once, che ha lasciato 51 vittime, nelle cui indagini è implicato l'ex presidente dei trasporti Jaime (che ieri è stato accusato dal Governo Brasiliano di aver intascato tangenti pure sulla vendita di aerei Embraer ad Aerolineas Argentinas). Pure l'attuale vicepresidente Bodou, implicato in uno scandalo per la sovra fatturazione di una ditta fallita che si occupava della stampa di banconote.

Improvvisamente l'Argentina si ritrova a vivere una dittatura che ha nelle sue mani l'arma dell'economia, ormai completamente statalizzata. Non ci sono più le mitragliatrici e i Ford Falcon verdi che contraddistinsero la genocida dittatura militare a cavallo tra gli anni settanta e ottanta. Al loro posto una oligarchia che in nome del popolo ha badato, e bada , sopratutto ad arricchirsi instaurando un vero fascismo, un gruppo politico di cui fanno ancora parte tanti militanti di organizzazioni politiche terroristiche che negli anni bui combattevano in nome di una libertà che hanno terminato di infangare in queste ore. A dimostrazione, quasi matematica, che gli opposti quasi sempre si attraggono.

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