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Esteri

SIRIA/ Biloslavo: Usa e Israele pensano allo schema-Libia

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No. Israele è il Paese che con i suoi servizi segreti e di human intelligence tiene sotto controllo la Siria più di chiunque altro. Questa informazione è stata ripresa dagli inglesi, che da tempo stanno preparando piani per un intervento militare in Siria, e dagli americani. Non ho informazioni dirette su quanto le grandi potenze occidentali siano realmente disponibili a intervenire in Siria. So però per certo che il momento, dal punto di vista politico, propagandistico e militare, è tale che non mi stupisce che queste notizie emergano proprio ora.

 

In che senso?

La guerra civile è in una fase di totale stallo. Un’ipotesi è quindi quella di passare dal rifornire segretamente i ribelli con armi leggere, al garantire loro un appoggio militare che può essere esteso a una no-fly zone. I Mig e gli elicotteri siriani continuano ad attaccare e a bombardare, e si potrebbe quindi passare a un intervento più simile a quello avvenuto in Libia. In questo modo si sposterebbe il baricentro dello stallo a favore dei ribelli per fare cadere il regime di Assad. Il comandante dei salafiti che hanno rapito e poi rilasciato i giornalisti italiani ha dichiarato che se andiamo avanti così ci vorranno ancora quattro o cinque anni prima che il governo si arrenda.

 

Come valuta la scelta dell’Occidente di schierarsi con i ribelli?

Il regime di Assad certamente ha le sue colpe e dall’inizio della guerra civile si è macchiato di atrocità di ogni tipo. Anche i ribelli però non sono da meno, ed è quindi difficile “scagliare la prima pietra” per quanto riguarda i crimini di guerra. Proprio in questi giorni inoltre sono stati rapiti due vescovi ortodossi, i quali si dirigevano proprio verso Aleppo. Nessuna delle parti in causa in Siria può dirsi innocente, l’Occidente dovrebbe stare molto attento a non schierarsi né con gli uni né con gli altri. Spesso la popolazione è presa fra due fuochi, e alla fine a soffrire di più sono proprio i civili e soprattutto i cristiani, che a maggior ragione sono in una posizione di debolezza. E’ davvero ingenuo pensare che da una parte ci siano i buoni, cioè i ribelli, e dall’altra i cattivi, cioè Assad: è molto più realistico ammettere che i cattivi stanno da entrambe le parti.

 

Che cosa succederà se alla fine l’Occidente dovesse decidere di intervenire?