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SIRIA/ Domenico Quirico: il giornalista italiano è scomparso da giorni, l'appello di Mario Calabresi

Un giornalista italiano, inviato de La Stampa non fa più avere notizie ormai da venti giorni. Si chiama Domenico Quirico ed è scomparso mentre era in Siria

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Drammatico appello del direttore de La Stampa, Mario Calabresi, sul suo giornale. Ha finalmente deciso, dopo circa venti giorni di opportuno silenzio per motivi di sicurezza, di parlare della scomparsa di un suo inviato, il giornalista Domenico Quirico, che si trovava in Siria. D'accordo con il nostro ministero degli esteri La Stampa non ha dato la notizia fino a oggi, mentre si avviavano le ricerche in luogo: purtroppo non si è riusciti ad arrivare a nulla. Adesso Calabresi racconta il fatto con giustificata apprensione: "Da venti giorni abbiamo perso i contatti con il nostro inviato Domenico Quirico, in Siria per una serie di reportage dalla zona di Homs". Calabresi spiega che l'unità di crisi della Farnesina ha coordinato per tutto questo tempo le ricerche ma che fino a oggi non si è ottenuto alcun risultato concreto. "Abbiamo condiviso con le autorità italiane e la famiglia la decisione di rendere pubblica la sua scomparsa, sperando di allargare il numero delle persone che potrebbero aiutarci ad avere informazioni" scrive. Quirico era entrato in Siria il 6 aprile per recarsi in una delle zone più calde del paese, a Homs: il 9 aprile ha mandato un sms a un collega della Rai mentre la sera prima aveva parlato con la moglie dicendole che per una settimana per motivi di sicurezza non avrebbe più potuto usare il cellulare. Il 15 aprile però si è deciso di avvisare la Farnesina: il silenzio diventava troppo. Quirico è inviato nelle zone più pericolose e di guerra di tutto il mondo: nel corso dell'ultimo anno era stato tre volte nel Mali e una in Somalia, mentre questa era la quarta volta che si recava in Siria. Conclude Calabresi: "Noi restiamo tenacemente attaccati alla speranza di avere al più presto sue notizie, di continuare ad ascoltare i suoi racconti, e la sua capacità di analisi mai ideologica o faziosa. Lo aspettiamo insieme alla moglie, alle figlie, ai suoi amici e ai nostri lettori.  Per segnalare questa nostra attesa abbiamo deciso di mettere oggi sulla testata del giornale un fiocchetto giallo, come fanno le famiglie che attendono il ritorno di una persona cara di cui non si hanno notizie".

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