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SIRIA/ Ricucci (giornalista rapito): Assad non si fida più dei suoi soldati

Amedeo Ricucci (InfoPhoto) Amedeo Ricucci (InfoPhoto)

In Siria non esistono due verità contrapposte e due versioni dei fatti. I fatti sono quelli e non si sfugge: è in atto una rivolta di popolo, una rivoluzione contro una dittatura che c’è da 40 anni. Che poi all’interno di questa rivoluzione di popolo si debba distinguere tra gruppi jihadisti, gruppi nazionalisti, elementi islamisti, elementi laici, è tutto vero, purché non si dimentichi questa verità assoluta: in Siria c’è un popolo che è insorto contro la dittatura. Basta guardare le migliaia di manifestazioni di piazza pacifiche che ci sono state nel primo anno della rivoluzione siriana. Le folle oceaniche che hanno manifestato contro Bashar al-Assad sono un dato di fatto di per sé sufficiente. Ad Aleppo io sono stato sotto le bombe giorno dopo giorno per tre settimane, chi lo nega va quindi contro quello che ho visto con i miei occhi.

 

Chi controlla oggi Aleppo?

Aleppo è controllata al 70% dal Free Syrian Army. La città è stata in buona parte liberata già in ottobre, quando c’ero io, esistono dei combattimenti ristretti in alcune aree, ci sono dei combattimenti ancora in corso nella zona dell’aeroporto. Nelle mani del regime restano il quartiere cristiano che è bombardato e la cittadella di Aleppo. Il governo di Assad è giunto al punto di distruggere la grande moschea degli Omayyadi.

 

Lei ha assistito ai combattimenti di persona?

Io mi sono trovato nel mezzo dei combattimenti nella moschea, quando né andò distrutta soltanto una parte. Di recente sono stati pubblicati foto e video che dimostrano come la moschea sia stata distrutta completamente. Il sito Sirialibano.com, gestito da Lorenzo Trombetta, da due anni fa le pulci su ciascun caduto nella guerra. Questo giornalista non è tacciabile di essere di parte e lavora per l’Ansa, purtroppo non sempre ottiene l’attenzione che merita.

 

(Pietro Vernizzi)

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