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ABU OMAR/ Napolitano grazia il colonnello Usa per salvare i due marò

Pubblicazione:domenica 7 aprile 2013

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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha concesso la grazia al colonnello Joseph Romano, che aveva coordinato il rapimento dell’imam Abu Omar dalla moschea di viale Jenner. Fonti del Qurinale sottolineano che il presidente nel concedere la grazia si sia basato “sullo stesso principio che si cerca di far valere per i nostri due marò in India”. Nel frattempo viene alla luce un rapporto dell’ammiraglio Alesssandro Piroli, secondo cui a uccidere i marinai indiani non sarebbero stati Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, ma altri due dei sei militari italiani presenti sull’Enrica Lexie. Ilsussidiario.net ha intervistato Carlo Curti Gialdino, professore di Diritto internazionale all’Università La Sapienza di Roma.

 

Davvero il principio fatto valere da Napolitano nel concedere la grazia è lo stesso che si cerca di fare applicare per i due marò?

Uno degli aspetti della vicenda dei marò è l’immunità funzionale dei nostri militari sostenuta dalle nostre autorità fin dall’inizio della vicenda. Latorre e Girone erano nel pieno esercizio di funzioni statuali, non erano al servizio dell’armatore ma erano lì per proteggere il naviglio commerciale. La legge italiana, che poi è collegata a risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu e ad azioni svolte dall’Ue, ha sempre sostenuto questa tesi che però finora non è stata accolta né dall’Alta Corte del Kerala né dalla Corte Suprema Indiana.

 

La giurisprudenza della nostra Corte di Cassazione nei confronti dei militari stranieri è coerente con questo impianto?

Da questi punto di vista esistono tre precedenti particolarmente rilevanti. Il primo è il caso del Cermis, dove due top gun americani nell’ambito di un addestramento tranciarono i fili della cabinovia provocando la morte di 20 turisti. Il secondo è il caso Lozano, in cui fu coinvolto un militare Usa che sparò contro l’auto diretta all’aeroporto di Bagdad sulla quale si trovavano Nicola Calipari e Giuliana Sgrena. Il terzo è il caso Abu Omar, dove oltre ad alcuni esponenti della Cia in Italia con un accreditamento consolare/diplomatico, è stato imputato anche il colonnello Joseph Romano, capo di sicurezza della base di Aviano dalla quale Abu Omar fu poi fatto partire per l’Egitto.

 

Che cosa hanno stabilito i giudici italiani nei riguardi di questi tre casi?


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COMMENTI
07/04/2013 - commento (francesco taddei)

napolitano ha concesso la grazia perchè si è ricordato di sigonella e della fine fatta fare a craxi. noi italiani dovremmo ricordarci della funivia buttata giù.