BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ITALIANI RAPITI IN SIRIA/ L'inviata di Mediaset: vi spiego come mi infiltrai tra i ribelli

InfoPhoto InfoPhoto

Assolutamente no.

 

Ci sarà stato qualcuno che la proteggeva.

La persona che mi ha introdotto tra i combattenti faceva da garante per me. Ma non si può parlare di vera e propria protezione.

 

Si deve essere fidata parecchio.

Certo. In questo caso, sapevo di potermi fidare. In molti altri, io, come del resto i miei colleghi che si affidano a dei “garanti”,  sapevo bene che mi stavo assumendo un rischio. Sta di fatto che, spesso, mi è capitato di avere a che fare con persone straordinarie che mi hanno aiutato per puro spirito ideale. Alcuni, dopo che me sono andata, sono anche morti.

 

Chi non lo fa per ideale, cosa chiede in cambio?

Per molti è un lavoro, e chiedono soldi in cambio. Alcuni, quando non ce la fanno più, chiedono una mano a lasciare il loro Paese.

 

Come si arriva a contattare queste persone?

Spesso, attraverso colleghi che già sono stati sul campo. Oppure, grazie alla rete o a persone provenienti dai Paesi per i quali si deve partire e che vivono in Italia.

 

(Paolo Nessi)

© Riproduzione Riservata.