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ISLAM/ Hulsman: reciprocità per le moschee in Grecia e le chiese in Turchia

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No, non dobbiamo fare nessun paragone con il Pakistan, che non ha nulla a che fare con tutto ciò. La questione riguarda le relazioni tra Grecia e Turchia, quindi la riapertura delle moschee in Grecia deve essere condizionata alla riapertura delle chiese in Turchia, e non in altri Paesi. Gli attacchi contro le chiese in Pakistan sono qualcosa di radicalmente sbagliato, ma non sono una giustificazione per agire in modo altrettanto sbagliato nei confronti dei musulmani in Europa. La forza economica della Turchia è di gran lunga maggiore di quella della Grecia.

 

Davvero ritiene possibile un confronto sullo stesso piano?

Sarebbe un grave errore se la Grecia riaprisse le moschee, come quella in Tessalonica, come conseguenza di pressioni economiche. L’unica cosa di cui tenere conto deve essere l’uguaglianza dei diritti delle comunità musulmane in Europa e delle comunità cristiane in Turchia.

 

Che cosa ne pensa di chi paragona l’intolleranza anticristiana degli islamisti con l’atteggiamento della Lega nord in Italia e del partito di Geert Wilders in Olanda?

Concordo con chi afferma che su alcune questioni i musulmani che vivono in Europa sono discriminati. Il Vecchio Continente non deve arrendersi all’islamofobia di alcuni partiti di destra, ma deve fare il possibile affinché tanto i musulmani quanto i cristiani, così come le persone di qualsiasi altra religione, siano trattati in modo equo. E’ giusto quindi aprire delle moschee nei Paesi europei dove ci sono delle comunità musulmane vive, mentre non lo è se il minareto è soltanto un simbolo per compiacere politicamente gli islamici.

 

Fino a che punto la reciprocità nei rapporti è un concetto realmente praticabile?

Il fatto che i cristiani in Egitto siano sotto attacco ovviamente non è una giustificazione per fare altrettanto nei confronti dei musulmani in Europa. Grecia e Turchia sono strettamente collegate tra loro per motivi storici, ma analoghi collegamenti non possono essere fatti nei confronti di altri Paesi come l’Egitto o il Pakistan.

 

Quali soluzioni sono state trovate nei Paesi Bassi per evitare un’espansione troppo aggressiva delle comunità islamiche?

Le politiche sull’immigrazione dei Paesi Bassi hanno trovato una soluzione nel divieto del matrimonio tra cugini. Quest’ultimo era molto utilizzato in particolare dalla comunità degli immigrati marocchini, che ricorrevano a questo escamotage per fare venire altri membri della famiglia in Olanda attraverso i ricongiungimenti familiari. La conseguenza è stata che l’immigrazione da Paesi musulmani come la Turchia e il Marocco si è attenuata a favore di flussi provenienti dall’Est Europeo e in particolare dalla Romania. Ritengo che si sia trattata di una scelta positiva.

 

(Pietro Vernizzi)



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