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DIARIO GRECIA/ Voutsinos (Caritas): ecco il paese dove i cristiani risparmiano sulla prima comunione dei figli

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La solidarietà esiste, ma salari e pensioni sono sempre più bassi e il governo è arrivato a inventarsi una tassa aggiuntiva molto pesante sull’elettricità nelle case. Ciò rende più difficile continuare ad aiutare chi è rimasto disoccupato. La gente fa il possibile per vivere in modo dignitoso, ma le tasse aumentano e i debiti pure. I primi a pagare le conseguenze di quanto sta avvenendo sono gli immigrati.

 

I greci che sono in questa situazione dove trovano la speranza per andare avanti?

La situazione in Grecia è così negativa che la speranza nasce dal fatto che non si può andare così male ancora a lungo. Del resto che cosa possiamo fare, essere disperati? La fede cristiana è incompatibile con la disperazione, e dobbiamo quindi essere forti. La Chiesa cattolica attraverso la Caritas cerca di ricordarlo anche attraverso un aiuto concreto.

 

In che modo?

A chi non ha nulla offriamo un pasto caldo, distribuiamo dei viveri e facciamo tutto ciò che è in nostro potere. Non siamo però in grado di risolvere il problema alla radice, siamo in grado di offrire una risposta nella misura in cui riceviamo donazioni e del resto il bisogno è immenso. C‘è gente che non ha nemmeno i soldi per comprare le medicine, e quindi non si cura.

 

Anche per delle malattie gravi?

Un signore polacco che vive ad Atene l’anno scorso ha avuto problemi di cuore e i chirurghi gli hanno applicato uno stent. Da allora non ha preso neanche una medicina, perché non aveva il denaro per comprarle, e non si è mai fatto visitare da un dottore, perché non aveva la possibilità di pagare. Quest’uomo ha tre figli nessuno dei quali lavora. Quando si è rivolto alla nostra parrocchia siamo riusciti a farlo visitare da un medico, abbiamo fatto degli accertamenti e gli abbiamo pagato le medicine.

 

(Pietro Vernizzi)

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