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IL CASO/ Venezuela e Argentina, dove i regimi cadono sotto la forza della democrazia

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Cristina Fernandez de Kirchner (InfoPhoto)  Cristina Fernandez de Kirchner (InfoPhoto)

Visto che la quasi totalità degli economisti argentini è apertamente contraria a questa manovra (già tentata nel 2009 con scarsissimi risultati) il sospetto fortissimo è che, in pieno scandalo del lavaggio di capitali, alla fine il più grande beneficiario di questo decreto sia proprio la famiglia presidenziale e il suo intorno, ormai costituito da personaggi, come nel caso di Lazaro Baez, passati da semplici impiegati di banca a miliardari proprietari di immense estensioni di terra.

È singolare come invece sia stato varato un progetto di legge dove, chi è titolare di entrate superiori a un monto di circa 500000 pesos (circa 60000 Euro) debba portare testimoni e farsi carico di controlli fiscali perchè sospettato di pagare in nero il personale di servizio. Un sospetto quindi viene perseguito, mentre una certezza di illecito premiata. Davvero un altro illuminante esempio di politica nazionalpopolare che ormai enumera una varietà di casi impressionante: non è bastato lo scandalo delle Madri di Plaza de Mayo già abbondantemente descritto su queste pagine. Nella provincia di Formosa, al Nord del Paese, continua il genocidio della tribù originaria dei Qom, perpetrato dal Governatore di questa Regione argentina, fedele alleato del potere centrale: replica di fenomeni simili che accadono sia nel Chaco (altra provincia del nord) che in altre parti di questa nazione, specie dove le etnie autoctone occupano terre in cui si è sviluppato lo sfruttamento minerario. A dimostrazione di come la questione dei diritti umani sia solo l'ennesimo marketing mediatico.

L'altro giorno c'è stata la visita di Maduro a Buenos Aires, culminata in una manifestazione in perfetto stile oligarchico tipico ormai di due paesi che, in possesso di immense ricchezze, hanno ormai un record in comune. Quello della più grande inflazione nell'area latinoamericana. E dividono anche quello della grande protesta popolare che mina un potere che doveva (almeno secondo i calcoli di ambedue i Presidenti incontratisi alla casa Rosada) perpetrarsi nell'eternità.

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