BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ Venezuela e Argentina, dove i regimi cadono sotto la forza della democrazia

Pubblicazione:

Cristina Fernandez de Kirchner (InfoPhoto)  Cristina Fernandez de Kirchner (InfoPhoto)

I fatti che in questi giorni hanno contrassegnato Venezuela e Argentina, di per sé gravissimi, portano alla luce un fattore comune: i regimi nazionalpopolari che in questi anni hanno contraddistinto la vita di queste due nazioni sono arrivati al capolinea per la semplice ragione che a spingerli verso la fine è proprio la volontà popolare che sembrava alla base del loro potere. L'America Latina sta dando una lezione proprio al Vecchio Continente di come unirsi per voler vivere la democrazia sia un detonante che nemmeno le bugie più incredibili e le violenze più grossolane possono fermare. 

È di questi giorni il proliferare di immagini che hanno fatto seguito alle elezioni venezuelane: dovevano essere un plebiscito celebrato sul cadavere di Chavez e invece si sono dimostrate la tomba del regime da lui instaurato. I dubbi di brogli, visto il risicatissimo successo del candidato del Partito Bolivariano al potere, Nicolas Maduro, sono più che leciti specie dopo il rifiuto di quest'ultimo di effettuare il riconteggio dei voti. In tutto il Paese sono scoppiate pacifiche dimostrazioni di dissenso che si sono trasformate purtroppo in scontri di una violenza inaudita, replicatisi anche all'interno del Parlamento venezuelano. Hanno fatto seguito episodi di vera forza da parte del regime, come l'interruzione di un comizio televisivo di Capriles, il leader dell'opposizione, con un discorso dell'attuale Presidente trasmesso in contemporanea su tutti i canali televisivi. La crisi nel Paese sta raggiungendo limiti inauditi ed è ormai incalzante, le proteste si moltiplicano ogni giorno, l'inflazione galoppa e desta molta preoccupazione la serie continua di visite fatte a Cuba dall'attuale premier, facendo sorgere molti sospetti circa la sovranità nazionale, dato che in settori sempre più vasti del Paese si ha ormai l'impressione che Raul Castro sia il vero Presidente venezuelano.

In Argentina al colpo di Stato istituzionale del 25 aprile, nel quale dopo votazioni alquanto dubbie con procedure fraudolente il controllo del Potere giuridico è di fatto passato in mani governative instaurando un regime totalitario, ogni giorno che passa si aggiungono pagine nere alla serie di scandali che da molto tempo circondano il kirchnerismo. La vicenda dell'esportazione illecita di capitali effettuata dal regime kirchnerista fin dalla sua nascita assume ogni giorno risvolti sempre più inquietanti e nonostante la vasta eco che si ha nell'opinione pubblica viene sistematicamente ignorata dal Governo. Così anche con la ex segretaria di Nestor Kirchner, Miriam Quiroga, in una intervista fatta dal giornalista Jorge Lanata non solo ha confermato quanto da lui documentato nelle puntate precedenti dell'inchiesta, ma ha parlato apertamente di borse piene di dollari o lingotti d'oro che giornalmente prendevano la strada o di patrimoni fiscali o della citta di El Calafate, nella provincia di Santa Cruz, dove il potere dei Kirchner è da anni assoluto. Quiroga ha anche parlato, anzi confermato, quella che sembrava una leggenda metropolitana, ossia l'esistenza della cassaforte deposito dei capitali di famiglia, situata secondo lei nella loro residenza. 



  PAG. SUCC. >