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PARADISI FISCALI/ Entro il 2020 sarà il primo centro finanziario off-shore

Secondo la società britannica specializzata in ricerche di mercato WealthInsight, il primato proverbiale della Svizzera in materia di banche sarà messo in discussione

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Il primato proverbiale della Svizzera in materia di banche potrebbe essere spodestato. Secondo una ricerca condotta dalla società britannica specializzata in ricerche di mercato WealthInsight, e riportata da Il Sole 24 Ore, entro il 2020 il maggiore paradiso fiscale del mondo potrebbe diventare il Singapore. Attualmente il primato è saldamente in mano agli elvetici che con 2.800 miliardi di dollari gestiscono ben il 38% del portafoglio mondiale del private banking. Tuttavia, Singapore è il mercato con il tasso più alto di crescita. Nel 2000 gestiva solamente 50 miliardi di dollari, nel 2011 ne ha gestiti 550 miliardi, 450 provenienti dall'estero. Contestualmente, rappresenta il quarto mercato finanziario off-shore della terra, preceduto da Regno Unito (1.800 miliardi di dollari gestiti a fine 2011), Caraibi e Panama. Come era presumibile, il fenomeno è legato alla sfiducia crescete degli investitori, specialmente quelli americani, nella solidità del sistema europeo. Temono, cioè, che gli istituti siano sempre meno indipendenti e sempre più vincolati alle nuove norme che limitano sempre di più il segreto bancario. Singapore, dal canto suo, ha «un governo stabile, un sistema legale trasparente, una storia nella gestione degli investimenti». L’Inglese, infine, è la prima lingua parlata nel Paese.

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