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Esteri

NIGERIA/ Gheddo: l'islam di Boko Haram non accetterà mai la "diversità" dei cristiani

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I Paesi completamente musulmani, come per esempio la Tunisia, seguono l’islam senza alcuna frizione o attrito. Quando invece, come in Nigeria, sono presenti entrambe le confessioni religiose, i cristiani sono sempre in parte perseguitati e discriminati, non in quanto cristiani ma perché il loro modo di vivere è diverso e quindi dà fastidio.

 

E’ da questa percezione che nasce Boko Haram?

Sì. L’islam estremista di Al Qaeda e Boko Haram afferma che la cultura occidentale è da distruggere, in quanto ostacola la religione musulmana o la provoca a modernizzarsi. Una sfida difficile da cogliere per ragioni legate alla tradizione, alle cultura e allo stesso Corano.

 

La Nigeria è un caso isolato nel contesto dell’Africa Occidentale?

Quanto sta avvenendo in Nigeria accade in tutti i Paesi dove ci sono molti musulmani, specialmente nelle aree dove Al Qaeda è una presenza più forte come nella Repubblica Centrafricana. In Camerun ciò non succede, perché è sempre stato un Paese con un accettabile livello di democrazia, privo di guerre civili e con solo il 21% di musulmani. Nell’Africa nera sub-sahariana del resto in origine era presente un islam non integralista, bensì tradizionale e mistico sul modello predicato dai sufi.

 

Che cosa è cambiato da allora?

Dopo l’ascesa al potere di Khomeini in Iran, e soprattutto negli ultimi 12-15 anni, si è diffuso il radicalismo islamico anche in Africa. Nel 1979 Khomeini, entrando in polemica con l’Occidente e soprattutto con l’America, ha lanciato l’idea del martirio per l’islam, cioè il terrorismo ufficiale in base a cui chi dà la vita per Allah va in Paradiso. Si tratta di una mentalità che lentamente ha attecchito, portando alla formazione di Al Qaeda, dei talebani e di tutti i gruppi che attentano all’ordine costituito dall’Occidente.

 

(Pietro Vernizzi)

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