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SIRIA/ Jean: le tre guerre che l'occidente non sa fermare per "colpa" di Obama

Pubblicazione:lunedì 20 maggio 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 20 maggio 2013, 11.11

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Infatti, è anche una guerra che coinvolge tra loro Siria, Russia e Stati Uniti. Teniamo conto che a Tarkus nella zona alawita c'è l'unica base navale russa del Mediterraneo. La Russia continua a fornire armi e sostegno ad Assad insieme all'Iran e insieme al governo iracheno, che lascia transitare armi per i governativi. Poi ci sono anche gli hezbollah, nel ruolo di testa di ponte degli sciiti sul Mediterraneo, che contrabbandano armi e denaro dal Libano alle forze siriane governative. 

A proposito di hezbollah: i recenti attacchi israeliani in territorio siriano sono stati definiti da Damasco una dichiarazione di guerra. Significa che il conflitto si può estendere anche a Israele?
Israele deve sopravvivere. Bisogna vedere che tipo di armi stavano arrivando dalla Siria, se erano o cioè missili a media gettata cioè capaci di colpire sui 250 chilometri e quindi colpire Tel Aviv e Gerusalemme, oppure armi chimiche. In tutti e due i casi l'attacco di Israele è giustificato. Nessuno aspetta di diventare bersaglio di armi chimiche per intervenire, quando può intervenire prima. 


In passato Israele aveva fatto qualcosa di analogo in territorio siriano? 
Israele ha bombardato la Siria in occasioni precedenti lo scoppio della guerra civile. E' successo ai danni di un impianto nucleare fornito in parti uguali da Iran e Corea del Nord. Di fatto la famiglia Assad è stata un alleato oggettivo da Israele: dal 67 ad oggi ha mantenuto la tranquillità sul confine settentrionale, considerando che Israele occupava le colline del Golan di proprietà siriana. 


Nella sua intervista Assad si dice favorevole a una conferenza tra Russia e Stati Uniti, ma dubbioso che i paesi occidentali siano davvero interessati a risolvere la situazione siriana. 
L'idea di una conferenza internazionale è stata una presa in giro dei russi a danno degli americani, che non sanno come tirarsi fuori dopo essere intervenuti in Libia e propagandato gli interventi umanitari in Siria. Sono indecisi e riluttanti. Il segretario di stato Kerry è andato a Mosca dove con il suo collega russo hanno deciso questa conferenza, ma due giorni dopo la dichiarazione ufficiale la Russia ha inviato armi piuttosto sofisticate alla Siria e sta schierando una vera flotta nel mediterraneo orientale in corrispondenza delle coste siriane. 

E l'Onu? Sembra impotente, latitante. 
L'Onu è una barzelletta. In linea di principio condanna le violenze mentre l'inviato speciale, ex ministro algerino degli Esteri, ha accolto il principio che a una conferenza di negoziato per fare una tregua debba partecipare anche Assad. Ma l'opposizione non lo vuole. Inghilterra, Stati Uniti e Francia sostengono l'opposizione. Iran e Iraq invece sostengono Assad. Di conseguenza siamo allo stallo completo della diplomazia. Continuerà il massacro fino a quando la situazione si modifichi sul terreno. La diplomazia non ha le armi per giungere a condizioni di cessate il fuoco.



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