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Esteri

ISLAM/ Abbruzzese: il "giuramento laico" di Hollande potrebbe scatenare una guerra di religione

Donne velate (InfoPhoto)Donne velate (InfoPhoto)

Non la definirei una forza egemonizzante. Sicuramente c’è una presenza vistosa, la società e le istituzioni francesi restano però potentemente laiche. Ne è un esempio emblematico l’approvazione della legge sul matrimonio e soprattutto sull’adozione di bambini da parte di coppie gay. Abbiamo assistito a un vero e proprio scontro muscolare determinato da un certo modo di intendere la laicità, anche contro la stessa società francese. E’ a questo livello che vedo in atto un’egemonia molto forte. Tuttavia il fatto che gli Emirati Arabi siano arrivati a finanziare la ricostruzione delle banlieue parigine è sicuramente un elemento importante di cui tenere conto.

 

Che cosa ne pensa invece della scelta di due ministri francesi di disertare una conferenza cui partecipava l’intellettuale islamico Tariq Ramadan?

Tariq Ramadan è stato accusato di avere contatti con l’universo terrorista, al punto che quando l’Università di Aosta lo ha invitato, la Provincia autonoma ha ritirato la sua presenza e il suo contributo al convegno, bloccando di fatto l’iniziativa. Su Tariq Ramadan c’è una discussione aperta, lo si accusa di avere avuto un atteggiamento condiscendente nei confronti dell’ala più radicale del mondo islamico, inclusi gli ambienti terroristi. Dal 2004 al 2010 le autorità statunitensi gli hanno persino proibito di recarsi sul suolo americano, e solo tre anni fa Hillary Clinton ha deciso di revocarne la messa al bando.

 

Ritiene che quello di Ramadan sia un caso isolato, o il sintomo di un problema più diffuso?

La vera origine del problema è che l’islam è una realtà religiosa estremamente particolare, in quanto è anche immediatamente una realtà politica. E’ una differenza radicale, non dobbiamo mai dimenticarci che l’islam non è il cristianesimo. Quest’ultimo ha permesso lo Stato laico, ponendone le premesse ontologiche, mentre nel mondo islamico la laicità è un’aberrazione per alcuni e una bestemmia per altri.

 

(Pietro Vernizzi)

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