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Esteri

ISLAM IN GRAN BRETAGNA/ L'imam: il Corano è pace, chi uccide va punito secondo la legge

Per AHMED FARID, chiunque nel mondo predica l’odio e la violenza si pone non soltanto contro quanto afferma il Corano, ma anche contro le leggi nazionali che vanno usate per fermarlo

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Continuano le indagini sull’uccisione di un soldato inglese con una mannaia avvenuta per strada a Londra al grido di “Allahu Akbar”. La polizia britannica, dopo avere arrestato i due autori dell’omicidio, ha fermato anche due complici, un uomo e una donna. I due esecutori materiali sono inglesi, e uno dei due ha origini nigeriane. Ilsussidiario.net ha intervistato Ahmed Farid, segretario generale per gli affari esterni dell’Ahmadiyya Muslim Association UK.

Che cosa ne pensa dell’utilizzo della religione islamica per giustificare un omicidio come è avvenuto nel caso del soldato ucciso a Londra?

Ritengo che sia chiaro che ciò che è avvenuto è stato completamente contrario agli insegnamenti dell’islam. Chi ha ucciso il soldato non rappresenta l’islam in nessuna forma, perché il Corano proibisce la violenza e afferma che “chiunque uccide una persona uccide l’intera umanità”.

Perché allora i due hanno ucciso il soldato gridando “Allahu Akbar”?

Dovrebbe chiederlo a loro. Avrebbero potuto gridare qualsiasi altra cosa. Forse stavano cercando di ottenere simpatia o sostegno per la loro azione, ma è chiaro che la loro azione non ha nulla a che fare con l’islam.

Quindi lei condanna quanto è avvenuto?

Condanno al cento per cento quanto è avvenuto a Woolwich, qualsiasi atto di violenza, qualsiasi omicidio, qualsiasi parola pronunciata. Tutto è assolutamente contrario all’islam, e le due persone che se ne sono rese responsabili ora dovranno affrontarne le conseguenze davanti alla legge.

Il Corano consente di uccidere se si tratta di una guerra santa, e il soldato ucciso aveva combattuto in Afghanistan. Ritiene che quella afghana sia stata una guerra tra musulmani e infedeli?

No, ritengo che non sia stata una guerra santa bensì un conflitto internazionale come ce ne sono molti altri in giro per il mondo. Non c’è nulla di speciale o di diverso nella guerra in Afghanistan, quello che è in corso è un conflitto politico e l’uccisione del soldato non ha nulla a che fare con questa guerra.

I due assassini sono ex cristiani convertiti all’islam. Non ritiene che la loro moschea abbia commesso un errore nell’ammetterli?


COMMENTI
26/05/2013 - Una rassicurazione insufficiente (Giuseppe Crippa)

E’ confortante leggere quanto afferma Ahmed Farid ma fino a che non mi sarò convinto della sua sincerità non mi sentirò rassicurato. Ho letto (ma sono comunque molto ignorante in materia) che secondo la religione islamica mentire agli infedeli non è azione riprovevole, dato che negando la fede in Allah già essi ingannano se stessi. C’è chi afferma che sia una precisa strategia dettata dal Corano quella di dissimulare gli aspetti dell'Islam che non risultano condivisibili da parte dei non musulmani fino a che l’islam non abbia messo radici stabili nella società in cui si sta insinuando. Certo non è educato chiedere ad un intervistato se stia mentendo o meno e forse non è “fair” fargli presente che molti suoi correligionari non la pensano come lui e che lui non detiene affatto il monopolio dell'interpretazione del Corano ma sarebbe stato interessante studiare come avrebbe reagito ad una provocazione di questo tipo.