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MANIF POUR TOUS/ Abbruzzese: Hollande è disposto a tutto per la sua "rivoluzione" gay

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In questo momento è difficile dire che cosa accadrà, e il motivo è che il potere dello Stato in Francia è fortissimo. Le grandi centrali culturali che presidiano i giornali più prestigiosi hanno una potenza tale che non è detto che questo movimento riesca a farcela. Nonostante il loro impegno e lo stesso numero delle persone che sono scese in piazza, la capacità di dominio ideologico che in questo momento in Francia si afferma nelle strutture culturali è di una potenza tale che prima o poi potrebbe anche fiaccare questo movimento fino a svuotarlo dall’interno.

 

Davvero ritiene che i ragazzi di Manif Pour Tous si arrenderanno?

Mai come in questo momento appare chiara la capacità di una leadership intellettuale di fatto minoritaria, ma saldamente insediata nei posti chiave della comunicazione e della cultura, di controllare tutte le istituzioni. Se queste manifestazioni dovessero riuscire a ottenere il referendum, ciò avrebbe come conseguenza il fatto di bloccare e abrogare questa legge. In questo modo sicuramente inizierebbe per la Francia un lungo periodo di rielaborazione. Il problema però è che il governo ha annunciato che non riconoscerà questo diritto, anzi sta facendo di tutto per diminuire, soffocare, svalutare e squalificare l’importanza di queste manifestazioni.

 

Che cosa ne pensa del modo in cui la laicità è stata interpretata in Francia, in questa e in altre occasioni?

Esistono due concezioni della laicità. La prima è quella che squalifica qualsiasi sentimento religioso, e fa dell’annullamento di qualsiasi dimensione spirituale il principio fondamentale. Dall’altra c’è un’altra laicità, quella che ammette la legittimità dei desideri e delle sensibilità religiose, il loro diritto a esistere e a manifestarsi. Questa seconda dimensione, presente per esempio nel governo Sarkozy e nell’ambito del centrodestra, oggi è fortemente minoritaria in quanto a prevalere è la prima forma di laicità.

 

(Pietro Vernizzi)

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