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SIRIA/ Turker: noi, cristiani siriaci, abbiamo deciso di abbandonare Assad

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Negli ultimi due anni abbiamo visto lo stabilirsi di vari gruppi di opposizione in Siria, armati e non armati. Il regime di Assad ha scelto la via della violenza e del “o con noi o muori”. Questo anche nei confronti dei siriaci, che vengono attaccati dalle forze del regime, direttamente o indirettamente. Anche i gruppi jihadisti sono ostili verso siriaci e cristiani e molte famiglie siriache hanno sofferto le conseguenze dei loro attacchi. Vi sono state decine rapimenti e alcuni sono stati uccisi. Molti hanno avuto i loro beni confiscati con la forza. Due vescovi di Aleppo, Yuhanna Ibrahim, siro-ortodosso, e Paulos El Yaziji di Antiochia, greco-ortodosso, sono stati rapiti e non se ne hanno notizie certe dal 22 aprile.

 

Quanti cristiani siriaci prevedete fuggiranno dalla Siria in Turchia?

Se la guerra arriva e si concentra nella città di Al Hasake o nella regione di Al Jazeera, in moltissimi saranno costretti a fuggire in Turchia, perché è il confine più vicino.

 

Come sarà possibile assicurare lavoro e alloggio permanente a tutti i siriaci che si rifugeranno in Turchia?

Fino a oggi sono fuggiti in Turchia più di 500 siriaci, di cui molti hanno trovato una sistemazione in chiese e monasteri, altri presso famiglie siriache già nel Paese. Il governo turco ha approvato la costruzione di un campo per accogliere fino a 4mila profughi siriaci. Queste sono le sole informazioni che abbiamo al momento.

 

Secondo lei, la Nato o la Lega Araba dovrebbero creare una zona franca al confine tra Turchia e Siria per proteggere i siriaci e altri che tentano di fuggire dalla guerra?

Il massacro in Siria deve essere fermato da un intervento internazionale e deve essere fatto rapidamente, certamente anche comprendendo una zona franca. Credo che su Nato e Lega Araba gravino grandi responsabilità che devono essere affrontate al più presto. Le precedenti esperienze ci dicono che sarà molto difficile per il popolo siriaco tornare in Siria, ma non vogliamo che si ripeta ciò che è successo in Iraq. Invito perciò tutti gli attori internazionali e l’opinione pubblica ad intervenire su questo punto, perché la sparizione del popolo siriaco dalla Siria e dal Medio Oriente sarebbe una grave perdita per tutta l’umanità. E’ necessario permettere ai siriaci di continuare a vivere nella loro terra d’origine e conservando la loro storica cultura.

 

Cosa vi aspettate dopo la fine della guerra in Siria?

Se la fine della guerra in Siria porterà alla creazione di un moderno Stato democratico, tutti i siriani e quindi anche i siriaci avranno il diritto di tornare nella loro terra. Se si instaurerà invece un sistema antidemocratico di tipo jihadista, sarà molto problematico per i siriaci ritornare in Siria. La nostra più grande speranza e i nostri maggiori sforzi sono per la costituzione di un sistema moderno e democratico che garantisca i nostri diritti costituzionali. Il nostro impegno e il nostro lavoro sono in questa direzione. Come Federazione delle Associazioni Siriache continueremo ad aiutare i nostri fratelli e le nostre sorelle in tutti i modi di cui saremo capaci. Riteniamo però di grande importanza e aspettiamo anche il sostegno del governo turco e della comunità internazionale.

 

(Pietro Vernizzi)



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