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NOZZE GAY/ Bartulica (Croazia): vogliamo l'Europa della Polonia, non quella della Francia

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Il 1 luglio la Croazia entrerà a far parte dell’Ue, in quanto il processo di ratifica è stato definitivamente approvato. Niente potrà vanificare questo processo di integrazione. Il referendum è soltanto una questione politica, e ritengo che il governo lo debba appoggiare.

 

Alcuni esponenti socialisti hanno dichiarato che se il referendum dovesse essere approvato, il Parlamento si opporrà. C’è il rischio di una crisi istituzionale?

Spero di no, ritengo che questo referendum sia un esercizio positivo di democrazia. Sono quindi ottimista, anche se so che molte persone non sono d’accordo con la nostra posizione. Il Paese prenderà però la decisione migliore, e anche chi ha un’opinione diversa seguirà quanto è richiesto dalla Costituzione. Il referendum si terrà in una data successiva al 1 luglio, e se passerà sono certo del fatto che la Costituzione sarà modificata.

 

Che cosa ne pensa invece del fatto che la Corte costituzionale ha bandito dalle scuole il programma di educazione sessuale voluto dal governo?

Ritengo un fatto molto positivo che la Corte costituzionale abbia dichiarato che questo programma è incostituzionale. Ora il governo sarà costretto ad aprire un dialogo con i genitori croati che sono molto preoccupati per la vicenda. Questa sentenza dimostra quindi che la democrazia nel Paese sta funzionando, che la Corte costituzionale rispetta il diritto dei cittadini di opporsi a quanto reputano inaccettabile.

 

(Pietro Vernizzi)

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