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SIRIA/ L'attacco di Israele per scongiurare un "dopo-Gheddafi"

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In estrema sintesi è questo un altro episodio della storia ormai da tempo cominciata del ritiro degli Stati Uniti dallo scacchiere del Mediterraneo, dove perciò si apre un vuoto che potrebbe venire positivamente riempito solo dall’Unione europea e in particolare da quei suoi membri cui la storia e la geografia assegnano un ruolo di primo piano nell’area, dunque innanzitutto l’Italia. 

Chissà mai  che l’attuale governo si dimostri meno prono agli interessi nord-atlantici di tutti quelli che l’hanno preceduto, e quindi almeno tenti di intervenire nella crisi siriana per favorirne una soluzione politica. L’Italia ne avrebbe tutto il dovere e anche tutto l’interesse. Tenuto conto della  situazione in cui il governo Letta si trova, nonché della sua composizione, sarebbe un miracolo ma, diversamente da quanto qualcuno sostiene, talvolta i miracoli accadono.

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COMMENTI
06/05/2013 - i conti però non tornano... (PATRIZIO RICCI)

La maggior parte delle considerazioni sono corrette...ma è al corrente che l'embargo contro la Siria, pesantissimo, lo ha decretato e lo tiene in vita l'Europa (e non gli Stati Uniti), ed è al corrente che l'Italia è stato lo sponsor Europeo più accanito pro-forniture armi ai ribelli?