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LUOGHI COMUNI/ I nemici di "Belzebù" sanno che ci ha salvato dal terrorismo islamico?

Pubblicazione:martedì 7 maggio 2013

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Pur senza affatto negare né sacrificare i legittimi diritti di Israele, né tanto meno mettere in forse i vincoli e le responsabilità dell’Italia in quanto Paese membro della Nato, Andreotti non smise mai di tessere una rete di relazioni nel mondo arabo sostanzialmente basate sul principio della reciproca comprensione dei vincoli di ciascuna parte in causa. Una “filosofia” molto apprezzata nel Levante che gli guadagnò un sorprendente riconoscimento: il titolo di rispetto di “rais”.

Ricordo ancora di aver sentito a Bagdad, dopo la guerra del Golfo, un’alta personalità irachena esprimersi così a proposito della partecipazione del nostro Paese alla guerra del Golfo con i suoi attacchi aerei tra l’altro mirati a colpire oleodotti e centrali di pompaggio di produzione italiana in parte ancora da pagare alle nostre imprese che li avevano costruiti: “Ci dispiace che ci abbiate fatto la guerra anche voi, ma capiamo che dopo che pure la Francia era scesa in campo il rais Andreotti non potesse fare diversamente. E poi ci avete mandato contro degli aerei che erano di base così lontano dai nostri confini che raramente riuscivano ad arrivare a bombardarci…”.

Quando di tante contingenti polemiche si sarà persa la memoria, di certo qualche storico finalmente scoprirà quale cruciale ruolo abbia avuto Andreotti nel tenere al riparo il nostro Paese dalle lacrime e dal sangue dei grandi attentati del terrorismo islamico degli ultimi decenni del secolo scorso. Chi con tanta leggerezza lo accusava di essere Belzebù farebbe bene a non dimenticarselo.



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