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ARGENTINA/ Micheli (sindacalista): siamo vicini a un nuovo default

Pubblicazione:giovedì 9 maggio 2013 - Ultimo aggiornamento:giovedì 9 maggio 2013, 10.00

Pablo Micheli in piazza Pablo Micheli in piazza

Sono anni che proponiamo un tavolo comune di concertazione sia con il mondo politico che con quello imprenditoriale, ma ci troviamo sempre di fronte una Presidente e un intorno che non vogliono nemmeno iniziare a discutere con chi non è allineato con il loro pensiero politico. Ma se la Presidente spesso non discute nemmeno con i proprio Ministri che si riducono a prendere ordini, che possibilità ci sono di aprire un dialogo serio? Per la Presidente non esiste la diversità.... Ma ha visto la faccia del ministro dell’Economia quando una giornalista greca gli ha chiesto come è l’inflazione in Argentina? Con la sua segretaria che è dovuta intervenire dicendo che di questo in Argentina non si può parlare? Siamo ai limiti dell’esplosione, non si può andare avanti in una situazione del genere.

 

E allora che alternative vede a questo potere? Mi pare che l’opposizione sia estremamente divisa. Non si vorrà ripetere l’errore dell’Alianza che ha portato alla crisi del 2001?

 

È da tempo che si sta costruendo un’alternativa politica valida fuori dai clamori mediatici, cosa diversa da un’opposizione frantumata. All’ultimo congresso della Cta, una decina di giorni fa, con oltre 1200 delegati da tutto il Paese c’erano in prima fila rappresentanti di tutto il centro- sinistra, da Pino Solanas al Partito Socialista di Binner, la Cgt di Moyano, il Fap (Frente Amplio Progresista), che raduna leader sindacali di consumata esperienza e rigorosa traiettoria politica, e i vari delegati. Tutti cantavano: “Non vogliamo né Alianza, né divisione: vogliamo un movimento per la liberazione”.

 

Cosa pensa del voto del 25 aprile e delle proteste che ne sono seguite?

 

Nel giorno della scandalosa votazione, l’edificio del Congresso è stato circondato da una folla di persone che volevano esserci e che hanno costruito una tenda gigantesca, dove, per avere visibilità mediatica, sono passati leader dell’opposizione che in altri ambiti hanno legami profondi con l’attuale potere... Noi abbiamo manifestato prima quel giorno, proprio per differenziarci e far capire alla gente di essere un’alternativa anche progettuale all’attuale potere, non solo mera opposizione, spesso connivente.

 

(Arturo Illia)



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