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Esteri

DATAGATE/ Edward Snowden e quegli oscuri intrecci tra Cia, Facebook (e la Cina)

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Si tratta di un progetto più ampio, rispetto a cui il terrorismo è il pretesto. Le attività di intelligence possono essere attuate in due modi. Da un lato in maniera selettiva e puntando su fonti qualificate, come è fatto dalle migliori agenzie del mondo, oppure cercando di intercettare il maggior numero di dati attraverso azioni di prevenzione sulla massa. Quando si impongono misure indiscriminate di lungo periodo, che violano di fatto dei diritti costituzionali e delle libertà acquisite da decenni, oppure sancite dalla Costituzione, le intenzioni reali non possono che essere altre. Ciò che mi colpisce di più di questo scandalo è il rapporto tra il governo americano e aziende come Facebook, Google e Apple.

 

Che cosa la spaventa dell’atteggiamento di Facebook?

Il mio sospetto è che lo scopo finale di Facebook non sia altro che riuscire a schedare in maniera spontanea tutti gli utenti. Questo obiettivo è raggiunto sfruttando l’aspetto ludico. Oggi attraverso l’analisi dei dati di Facebook, una qualsiasi autorità può sapere con estrema precisione chi è una determinata persona, quali sono i suoi amici, dove va in vacanza, con chi spende i suoi soldi e quali sono i suoi vizi privati. Il social network di Mark Zuckerberg realizza il sogno del Kgb e della Gestapo. Il mio timore è che ci sia l’intenzione di procedere a un controllo della popolazione attraverso questi strumenti.

 

Fatto sta che Facebook e Google sono imprese con finalità commerciali alla luce del sole …

Alcuni studiosi hanno affermato in modo abbastanza provato che molte società come Facebook e Google, che richiedono costi di avviamento molto alti, sono finanziati da società di venture capital. Tra queste ultime non ci sono solo investitori privati con forte propensione al rischio, ma anche i servizi segreti con fondi stanziati per usare a loro vantaggio le tecnologie. Facebook solo di recente ha iniziato a guadagnare quotandosi in Borsa. Per anni ha operato in fortissima perdita.

 

Chi finanzia tutto ciò?

Chi può permettersi di mettere a disposizione di un miliardo di persone l’accesso a Facebook, sostenendo i costi di lungo periodo di queste operazioni. La favoletta di Zuckerberg sarà bella a fini cinematografici, ma è forte il sospetto che queste iniziative siano utilizzate per fini inconfessabili.

 

(Pietro Vernizzi)

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